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Varallo appello per la ferrovia. La Regione: non ci sono soldi

Eraldo Botta: «Per rimetterla in funzione servirebbero 2,5 milioni di euro all’anno, una cifra irrisoria considerando che che il budget della Regione per il trasporto pubblico locale è di 530 milioni».

obiettivo treno

Varallo appello per il ritorno del treno: ma dalla Regione fanno sapere che mancano i fondi.

Varallo appello per il treno

Non ci sono soldi per riaprire la ferrovia che unisce Varallo a Novara. Ecco la risposta dell’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi all’ennesimo appello per reintrodurre sulla linea i treni per studenti e lavoratori, oltre a quelli turistici. Martedì è stato ancora una volta Eraldo Botta a riunire per una video conferenza tutti i sindaci dei Comuni su cui passa la strada ferrata, ma anche i consiglieri regionali novaresi e vercellesi di tutti gli schieramenti politici per un confronto con l’assessore.

Tutti favorevoli

«Durante l’incontro – spiega Botta – tutti i primi cittadini si sono detti favorevoli al ripristino della Novara-Varallo e anzi hanno sollecitato che ciò avvenga nel più breve tempo possibile. Anche i consiglieri hanno manifestato interesse per l’iniziativa, ma purtroppo Gabusi, pur condividendo l’idea, ha ribadito che la Regione non ha i fondi per nuove aperture di linee destinate al trasporto pubblico. Ma rispondere così è troppo facile, mentre invece l’assessore dovrebbe adoperarsi in tutti i modi per trovare i soldi, bussando anche alle porte del Ministero, se necessario».

Le cifre

Il presidente della provincia di Vercelli, nonché sindaco di Varallo, ribadisce ancora una volta l’importanza strategica della ferrovia: «Che resta il collegamento più veloce tra la Valsesia e Novara – conferma Botta – considerando che l’intera tratta si può percorrere in 45 minuti. Per rimetterla in funzione servirebbero 2,5 milioni di euro all’anno, una cifra irrisoria considerando che che il budget della Regione per il trasporto pubblico locale è di 530 milioni. E gli investimenti per eventuali migliorie sarebbero a carico delle Ferrovie, anche se la linea è già di per sé agibile visto che vi transitano i treni storici, le cui locomotive a vapore sono molto più pesanti dei treni che la percorrerebbero tutti i giorni».

I trasporti

Ma il treno potrebbe essere un mezzo utile anche nel bel mezzo di una emergenza e continuare ad esserlo in un prossimo futuro per ragioni turistiche: «Le limitazioni nei trasporti entrate in vigore per il covid – conferma Botta – sono destinate a rimanere ancora per un bel po’ e il treno potrebbe essere una valida alternativa al bus. E un domani, quando nascerà il nuovo comprensorio sciistico, sarebbe comunque il mezzo più veloce per arrivare ad Alagna. Credo che sia giusto fare adesso questi ragionamenti per non arrivare impreparati al futuro. Ancora una volta sollecitiamo l’assessore a impegnarsi in tutti i modi per trovare i finanziamenti».

3 Commenti

  • Filippo Di Benedetto ha detto:

    Allora perchè non trasformarla in pista ciclabile come avviene in altri posti. Pensate in quanti potrebbero utilizzarla evitando di stare pericolosamente sulle strade e potrebbe incrementare il turismo in valle.

    • John ha detto:

      Hanno preferito sprecare una montagna di denaro nel trasposto su gomma abolendo progressivamente le linee ferroviarie invece di convertirle e integrarle, alla faccia dell’ambiente e di ogni logica, per nutrire “mostri” pubblici come ATAP e compagnie simili, fallimentari sin dalle origini.

  • Laki ha detto:

    Quando uno parla perché ha la lingua in bocca….
    Intanto,i pullman ti fanno 5o6 fermate per paese, se ti va bene ti sì ferma sotto casa,il treno una e non tutti i paesi.
    L’ambiente se lo si vuole salvare intanto bisogna abolire gli ambientalisti e poi basterebbe che i governi non avessero interesse così alti a vendere petrolio e usare altri combustibili.

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