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Vince tumore e diventa madre di due gemelline

La bella storia di Caterina, giovane di Borgosesia diventata testimonial della campagna “Sorrisi in rosa”.

Vince tumore e diventa madre di due gemelline: una storia esemplare di speranza. La racconta Caterina Spriano, giovane donna di Borgosesia che è diventata testimonial di “Sorrisi in rosa”.

Vince tumore e diventa madre: la bella storia di Caterina

E’ una delle 12 donne che hanno combattuto, e vinto, il cancro al seno e le cui immagini sono state immortalate da Luisa Morniroli nella campagna “Sorrisi in rosa” 2018, ideata dalla fotografa borgosesiana con la scrittrice Cristina Barberis. Ma la storia di Caterina Spriano, 39 anni di Borgosesia, si tinge ulteriormente di rosa: l’8 agosto è diventata mamma di due gemelle, Sofia e Celeste. Una storia a lieto fine, che la giovane mamma accetta di raccontare, «perché la mia esperienza può servire a tante altre donne».

La malattia a 28 anni

«Mi sono ammalata quando avevo 28 anni – racconta Spriano -. A quei tempi giocavo a pallavolo a livello agonistico. Dopo un allenamento, una sera, mi sono resa conto di aver avuto uno strappo alla schiena. Così, controllando come andava, ho sentito un nodulino al seno. Ho telefonato alla ginecologa, che mi ha mandato subito a fare i controlli. Sono andata immediatamente all’istituto clinico Humanitas di Rozzano, dove mi hanno fatto un’ecografia, una mammografia e una biopsia per capire la natura del nodulo». La diagnosi è stata terribile: un carcinoma molto aggressivo.

Subito l’intervento del chirurgo

«In una persona giovane le cellule tumorali sono veloci nel diffondersi. Bisognava fare più in fretta possibile. Così, a quattro giorni dalla diagnosi, sono stata operata con l’asportazione di un quadrante del seno e lo svuotamento ascellare. Successivamente ho dovuto sottopormi alla chemioterapia per 10 mesi e alla radioterapia per un mese e mezzo. In teoria, nel caso di tumori il periodo critico per un’eventuale nuova insorgenza è di cinque anni. Così mi sono sottoposta a controlli serrati; nel mio caso però non c’è un farmaco che può contrastare questo tipo di tumore. Nel frattempo ho fatto un test genetico, scoprendo che posseggo un gene che può riprodurre questa malattia in modo aggressivo soprattutto al seno e alle ovaie. Per questo i medici mi avevano consigliato di asportare seno e ovaie. Io però avevo un progetto di vita, volevo dei figli, e così mi sono opposta».

E alla fine arrivano Sofia e Celeste

Un sogno coronato ad agosto con la nascita di due gemelline- «Una gravidanza – dice Spriano – portata a termine con parto naturale e con i problemi di una normalissima gestazione». In questi anni Spriano non ha modificato molto la sua vita. «Ero tranquilla. Secondo i medici non avrei dovuto fare più nulla. Invece ho continuato a giocare a pallavolo, ovviamente non a livello agonistico. Allenavo i bambini; quando facevo la chemio mi presentavo con cappellini o le orecchie di Minnie per nascondere la caduta dei capelli. Adesso lavoro part time in un’azienda tessile e faccio la mamma per l’altra metà della giornata».

Una donna che ha voluto vivere

Tra i suggerimenti di Caterina Spriano a chi si trova a dover affrontare questa malattia, c’è quello di puntare sulla forza di volontà. «Personalmente ho avuto una reazione molto forte: davanti ad una diagnosi in cui in pratica mi davano tre mesi di vita, mi sono detta “chi se ne frega, io devo vivere”. Poi ovviamente ci sono stati anche alti e bassi, ma credo che la voglia di farcela sia fondamentale. Il consiglio per tutte le donne è comunque quello di controllarsi sempre il seno con l’auto palpazione. E al minimo dubbio, di correre a fare le verifiche».

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