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Borgosesia ha detto addio a Roselide Barcellini: aveva 100 anni

La donna si è spenta all’età di 100 anni nella casa di riposo Sant’Anna. E’ stata testimone della Resistenza e memoria della città.

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Si è spenta domenica 5 luglio, nella casa di riposo Sant’Anna di Borgosesia, Roselide Barcellini, vedova Zampieri. Aveva 100 anni e soltanto poche settimane fa aveva raggiunto il prestigioso traguardo del secolo di vita, celebrato insieme ai familiari e al personale della struttura che l’aveva accolta da circa dieci anni. I funerali sono stati celebrati mercoledì 8 luglio nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con successiva sepoltura nel cimitero di Borgosesia Centro.

La sua scomparsa lascia un ricordo profondo in quanti l’hanno conosciuta. Pur segnata negli ultimi anni da gravi problemi alla vista, aveva mantenuto una straordinaria lucidità e continuava a raccontare episodi della sua lunga vita, diventando una preziosa custode della memoria storica cittadina.

Una vita intrecciata con la storia della Valsesia

Nata a Borgosesia il 25 maggio 1926, Roselide Barcellini appartenne a una famiglia profondamente legata agli ideali antifascisti. Durante la guerra collaborò con le formazioni partigiane del territorio, contribuendo alla raccolta di viveri e medicinali e alla diffusione del giornale clandestino Stella Alpina, pubblicazione del comando garibaldino attivo tra Valsesia e Verbano Cusio Ossola.

Il suo percorso di vita rimase sempre vicino ai valori della Liberazione. Sposò infatti Ferdinando Zampieri, conosciuto durante la Resistenza con il nome di battaglia “Angin”, comandante partigiano insignito della medaglia di bronzo al valor militare. Anche dopo la guerra continuò il suo impegno nell’Anpi di Borgosesia, facendo parte del consiglio della sezione locale.

L’affetto della famiglia e il ricordo della comunità

La storia di Roselide Barcellini è stata caratterizzata anche da una forte attenzione alla solidarietà. La sua famiglia aderì infatti al progetto dei “Treni della felicità”, accogliendo un bambino proveniente dal Lazio nel difficile dopoguerra, gesto che testimonia lo spirito di accoglienza che ha sempre contraddistinto la famiglia.

In occasione del suo centesimo compleanno, la nipote Barbara aveva raccontato: «Seppur abbia problemi seri alla vista, è ancora molto lucida e spesso ci stupisce con racconti risalenti a decenni fa».

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