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«Posso confermare: il “pronto” di Borgosesia è umano e funzionale»

Veterana della Croce rossa ci mette il timbro: «Difendiamo i nostri servizi».

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«Posso confermare: il “pronto” di Borgosesia è umano e funzionale». Veterana della Croce rossa ci mette il timbro: «Difendiamo i nostri servizi».

«Posso confermare: il “pronto” di Borgosesia è umano e funzionale»

Un ringraziamento pubblico, sentito e argomentato, rivolto a tutto il personale del pronto soccorso dell’ospedale “Santi Pietro e Paolo” di Borgosesia. A firmarlo è Piera Goio, storica volontaria della Croce rossa cittadina, da anni impegnata in prima linea nel mondo dell’emergenza e dell’assistenza sanitaria.

Le sue sono parole da “esperta del settore” e nascono da un’esperienza recente vissuta in reparto, ma vogliono andare oltre il singolo episodio per diventare un riconoscimento collettivo. «Desidero esprimere pubblicamente la mia gratitudine per la disponibilità e la professionalità di tutto il personale medico e paramedico del pronto soccorso di Borgosesia – sottolinea – con un ringraziamento particolare al primario, dottor Matteo Brustia».

I tempi di attesa

Un messaggio che non ignora i possibili disagi, a partire dai tempi di attesa, tema spesso al centro delle lamentele dei cittadini. «Sono consapevole che talvolta le attese possano essere lunghe – evidenzia Goio – ma chi si trova in sala triage non sempre può rendersi conto di ciò che accade nel frattempo all’interno del reparto. L’arrivo improvviso di un codice rosso in ambulanza, la necessità di gestire casi particolarmente gravi o di effettuare accertamenti complessi possono modificare le priorità in tempo reale. Per chi aspetta può sembrare disattenzione – aggiunge Piera Goio – ma non è così: è la gestione delle urgenze che impone determinate scelte».

I nuovi posti di Osservazione intensiva

Nel suo intervento, la volontaria pone l’accento anche sulle migliorie introdotte nelle ultime settimane, che rappresentano un passo avanti significativo per la struttura. Tra le novità più evidenti c’è il nuovo tabellone informativo che segnala in tempo reale le priorità e lo stato di avanzamento delle visite, uno strumento pensato per garantire maggiore trasparenza e aiutare i pazienti a comprendere meglio l’organizzazione del servizio.

Un altro intervento rilevante riguarda l’attivazione delle camere di Osservazione breve intensiva (Obi), quattro posti letto dedicati ai pazienti che necessitano di monitoraggio clinico per alcune ore prima di una eventuale dimissione o ricovero. «Le nuove camere Obi consentono alle persone in osservazione di usufruire di un letto, in un ambiente più adeguato e confortevole – osserva Goio – evitando di restare in attesa negli spazi comuni».

“Valorizziamo il nostro ospedale”

Il suo, precisa, non vuole essere un intervento polemico né un’esposizione mediatica, ma un gesto di riconoscenza verso chi opera quotidianamente in condizioni complesse. «La mia testimonianza – conclude – nasce dal desiderio di dire grazie e di invitare tutti a difendere e valorizzare il nostro ospedale».

L’intervento al pronto soccorso era stato finanziato con oltre 490mila euro di fondi Pnrr e ha interessato nove locali. Il cuore del progetto è effettivamente rappresentato dalla realizzazione della nuova area Obi. destinata ai pazienti che necessitano di un monitoraggio clinico prolungato senza un ricovero immediato. In quest’area è possibile effettuare controlli ravvicinati, esami diagnostici mirati e terapie specifiche, consentendo ai medici di valutare l’evoluzione del quadro clinico e decidere se procedere con la dimissione o con il ricovero.

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