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Da Valduggia a Roma in Vespa: ottocento chilometri inseguendo un sogno

Due amici hanno raggiunto la capitale per l’80ma edizione del Vespa world days 2026 attraversando le regioni e vivendo un’avventura indimenticabile.

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Sono partiti da Valduggia e, dopo avere percorso circa ottocento chilometri in sella alle loro Vespe, hanno raggiunto Roma per partecipare all’80ma edizione del Vespa world days 2026, svoltasi dal 25 al 28 giugno nella capitale. Protagonisti dell’impresa sono stati Manlio Pasqualin e Jack Lavezzo, accomunati dalla passione per lo storico marchio Piaggio e dalla voglia di vivere un’esperienza fuori dall’ordinario.

Il loro itinerario li ha portati ad attraversare il Piemonte per poi seguire la via Aurelia lungo la costa di Liguria, Toscana e Lazio, fino all’arrivo nella Città Eterna. Un percorso affrontato senza fretta, trasformando ogni tappa in un’occasione per scoprire paesaggi, condividere emozioni e rafforzare un’amicizia costruita anche grazie alla comune passione per le due ruote.

L’emozione dell’arrivo nella capitale

L’arrivo a Roma ha regalato ai due vespisti uno spettacolo difficile da dimenticare. Migliaia di appassionati provenienti da ogni parte del mondo hanno riempito le strade della capitale, dando vita a una delle manifestazioni più importanti dedicate alla Vespa. Un colpo d’occhio che ha ripagato ogni chilometro percorso durante il viaggio.

«Sono stati quattro giorni veramente speciali – racconta Jack Lavezzo –: abbiamo portato le nostre vespe al mare e rievocato il nostro passato insieme. L’arrivo a Roma è stato sorprendente: c’erano oltre 25mila vespe, ha partecipato gente da tutto il mondo. La nostra parata ha entusiasmato tutta Roma: dal villaggio olimpico abbiamo attraversato le vie del centro, siamo andati ai Fori imperiali per poi ritornare alla partenza».

Molto più di una semplice motocicletta

Per Manlio Pasqualin e Jack Lavezzo il viaggio non è stato soltanto una trasferta verso un grande raduno internazionale. È stato soprattutto un modo per mettere alla prova le loro Vespe, condividere momenti di amicizia e confermare il profondo legame con un mezzo che, da decenni, rappresenta un simbolo di libertà e di avventura.

«Per noi le Vespe non sono soltanto mezzi di trasporto – prosegue Lavezzo –: rappresentano libertà, stile, amicizia e quella voglia di partire per andare ovunque. È un sogno a cui non potremo mai rinunciare. Avere una Vespa è uno stile di vita, rappresenta una mentalità aperta e un modo per conoscere gente: tra vespisti si è subito amici. Io ripeto sempre che a piedi cammino, in macchina viaggio e con la Vespa sogno». Un pensiero che riassume perfettamente lo spirito di un’avventura destinata a rimanere nei ricordi dei due amici valsesiani.

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