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Sulle note di “Bella Ciao” il saluto della gente ad Alessandro Orsi. LE FOTO

Centinaia di persone alla cerimonia di saluto nei giardini di Borgosesia

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Sulle note di “Bella Ciao” il saluto della gente ad Alessandro Orsi. Centinaia di persone alla cerimonia di saluto nei giardini di Borgosesia

Sulle note di “Bella Ciao” il saluto della gente ad Alessandro Orsi

Sono state le note di “Bella Ciao”, tra applausi e occhi lucidi, a chiudere il lungo e intenso momento di saluto al professor Alessandro Orsi, scomparso nei giorni scorsi all’età di 76 anni. Una canzone simbolo, scelta per accompagnare l’ultimo tratto del suo viaggio terreno e per riassumere una vita spesa nella cultura, nella memoria e nell’impegno civile.

Nella mattinata di oggi, giovedì 15 gernnaio, i giardini pubblici di Borgosesia hanno accolto centinaia e centinaia di persone. Tutte a dare l’ultimo saluto a una persona che fu insegnante, storico, testimone della memoria, figura centrale del panorama scolastico e culturale locale. C’erano tanti valsesiani con i sindaci in prima fila, tanti valsesserini, ma anche amici arrivati da più lontano.

Le testimonianze di chi lo ha conosciuto

A fare da cornice alla cerimonia, la musica delll’Orchestra di fiati Città di Borgosesia, che ha accompagnato ogni momento. Il primo intervento è stato quello del sindaco Fabrizio Bonaccio, che ha ricordato Orsi come «una parte importante della nostra storia collettiva: un uomo che aveva i suoi riferimenti politici, ma che sapeva dialogare nell’interesse di tutti». Bonaccio ha ancora ricordato la sua passione per lo sport, e la sua assidua presenza alle gare del Borgosesia Calcio.

Parole di profonda stima sono arrivate anche da Patrizia Rizzolo, già dirigente scolastico, che ha parlato anche a nome dei colleghi. Ha sottolineato l’eredità culturale lasciata dal professore, il suo spunto innovativo, l’attenzione per i ragazzi con disabilità. Enrico Pagano, direttore dell’Istituto storico della Resistenza, ha ricordato Orsi per l’enorme contributo dato alla memoria, allo studio della storia locale, alla testimonianza di valori fondati sulla Resistenza. «Ora è uno dei “grandi” della nostra comunità».

Il saluto della nipote Adele

Visibilmente commosso l’intervento dell’amico e collega insegnante Bruno Rinaldi, che ne ha ricordato l’umanità, la passione civile e l’impegno costante nel diffondere la cultura popolare, creando reti e occasioni di incontro tra scuola, associazioni e cittadini. «Fondamentale il suo impulso nella commissione cultura del Comune di Borgosesia». Un impegno condiviso anche da Giulio Brusori dell’Anpi, che ha voluto ringraziarlo per aver insegnato e testimoniato senza tregua le memorie e i valori che ispirarono la guerra di liberazione e poi la nascita dell’Italia democratica.

Un ricordo di nonno Sandro è arrivato anche dalla nipote Adele, cui è poi stato consegnato il foulard rosso dell’Associazione partigiani. Sulla bara, un suo disegno per salutare il nonno.

Poi, il commiato. Tra applausi e la musica di “Bella Ciao”, il feretro di Alessandro Orsi ha lasciato i giardini di Borgosesia. Un addio terreno che non segna una fine, perché il suo ricordo continuerà a vivere in chi lo ha conosciuto e in una comunità che oggi si scopre un po’ più povera, ma profondamente riconoscente.
Foto di Sandro Mori

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