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“Premi bontà Loro Piana” a Maria Grazia, Najat e una classe Enaip

La Croce rossa di Borgosesia ha assegnato i riconoscimenti 2025.

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“Premi bontà Loro Piana” a Maria Grazia, Najat e una classe Enaip. La Croce rossa di Borgosesia ha assegnato i riconoscimenti 2025.

“Premi bontà Loro Piana” a Maria Grazia, Najat e una classe Enaip

Esempi di altruismo, di aiuto disinteressato: tre esempi (uno dei quali non per una singola persona ma una classe intera) di disponibilità verso il prossimo sono stati scelti tra Valsesia e Valsessera per ricevere il “Premio della bontà Elena Nathan Loro Piana”, riconoscimento che il comitato della Croce rossa di Borgosesia assegna annualmente a chi si è distinto per particolari meriti sociali e di solidarietà.

Così è stato sabato pomeriggio, con la cerimonia a salone Sterna a Quarona nell’ambito della Festa degli auguri della Croce rossa di Borgosesia.

L’idea dei premi

I “Premi della bontà” sono stati istituiti nel 2015 dalla Croce rossa di Borgosesia, su finanziamento delle famiglie di Sergio, Pier Luigi e Lucia Loro Piana, per ricordare Elena Nathan Loro Piana che del comitato è stata una delle fondatrici, insieme ad Anna Moro, nonché presidente per più di vent’anni.

Da allora, ogni anno riconoscono l’impegno, la dedizione, il sacrificio, di persone che si sono contraddistinte per atti di generosità, altruismo, solidarietà e coraggio.

I tre soggetti premiati

Tre dunque i riconoscimenti assegnati sabato. Sono andati a Maria Grazia Vercelletto, già insegnante di educazione fisica che ora si occupa della ginnastica degli ospiti in casa di riposo, a Najat El Mataoui, volontaria al circolo Acli di Aranco, e alla classe terza del corso di operatore del benessere e acconciatura del Centro di formazione Enaip Borgosesia i cui allievi prestano servizio per le ospiti di Sant’Anna.

Di seguito le motivazioni che hanno portato all’individuazione dei “Premi della bontà” 2025.

Maria Grazia Vercelletto

«Chi ha insegnato per anni il valore del movimento sa che l’esercizio è medicina, che prendersi cura di sé è un atto di amore. Portare il dono del movimento a chi l’età ha rallentato, ridestare nei corpi la memoria della forza, ricordare agli anziani che la vita pulsa ancora. E quando il corpo richiede cure e controlli, ecco il gesto silenzioso della dedizione: essere lì, accompagnare senza chiedere nulla. Il tempo della pensione arriva come riposo meritato ma per alcuni diventa opportunità di continuare a donare».

Najat El Mataoui

«Dalle ferite più profonde può nascere la luce più intensa, dalla caduta il coraggio di rialzarsi e tendere la mano. Chi ha conosciuto il buio sa riconoscerlo negli occhi altrui, chi ha ricevuto aiuto comprende il valore di offrirlo. Ogni giorno diventa una scelta: restituire al mondo ciò che il mondo ha dato, tramutare la propria rinascita in speranza per chi ancora lotta. Un esempio vivente che la vera bontà nasce dalla comprensione, che il riscatto più bello è quello condiviso, che l’amore ricevuto si moltiplica quando diventa dono».

La classe terza del corso di operatore del benessere e acconciatura dell’Enaip

«Quando le competenze apprese a scuola diventano gesto di cura, l’apprendimento si trasforma in dono. Questi giovani sono entrati in un luogo dove la cura dei capelli diventa cura dell’anima, dove un’acconciatura può riaccendere la gioia di sentirsi visti, hanno compreso che il dono più prezioso è il tempo. Il vero talento si misura nella capacità di far sentire qualcuno speciale».

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1 Commento

1 Commento

  1. Giovanni Sella

    17 Dicembre 2025 at 8:00

    I ragazzini e le ragazzine di oggi sembrano davvero un branco di sfigati smidollati.

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