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Quarona, stretta sulla movida per fermare i disturbatori notturni

Lamentele per ragazzi che sgasano in moto, giovani ubriachi, danneggiamenti e schiamazzi. Previsti controlli più intensi e sanzioni.

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Giro di vite contro la movida alcolica e fracassona. A Quarona entra infatti in vigore una nuova ordinanza contro degrado e disturbo della quiete pubblica. Il provvedimento, firmato dal sindaco Francesco Pietrasanta in accordo con l’amministrazione comunale, vieta il consumo di bevande alcoliche all’aperto dalle 20 alle 6 sull’intero territorio del paese.

La decisione arriva dopo diverse segnalazioni dei cittadini. Tra i problemi indicati figurano schiamazzi nelle ore notturne, manovre pericolose compiute con auto e ciclomotori, aggressioni verbali e danneggiamenti all’arredo urbano. Segnalata anche la presenza di gruppi di minorenni con consumo di alcol e sostanze stupefacenti.

Controlli intensificati e possibili sequestri

L’ordinanza interviene anche sugli assembramenti quando comportamenti legati all’abuso di alcol o contrari al decoro impediscono il normale utilizzo degli spazi pubblici, ostacolano il passaggio dei pedoni oppure disturbano il riposo dei residenti.

«È giusto che i ragazzi si divertano, ma il divertimento non può prescindere dal rispetto e dall’educazione», sottolinea Pietrasanta. I controlli saranno rafforzati con pattugliamenti della polizia locale insieme alle forze dell’ordine. Sono previste multe e, quando ricorreranno le condizioni, anche il sequestro dei mezzi. L’amministrazione intende inoltre coinvolgere le famiglie dei ragazzi.
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Spazi per offrire alternative ai giovani

Alla stretta sui comportamenti notturni il Comune vuole affiancare nuove opportunità di aggregazione. Con la parrocchia si sta lavorando alla riapertura dell’oratorio per i più giovani, mentre l’amministrazione sta cercando uno spazio destinato ai ragazzi di età maggiore.

Per gli over 14 si punta in particolare sullo sport, utilizzando le risorse dell’avviso “Crescere nei piccoli comuni 2026”. Il progetto coinvolgerà anche l’Unione montana Valsesia, altri Comuni del territorio e i servizi sociali. «È giusto sanzionare chi sbaglia, ma è anche nostro dovere offrire alternative valide ai ragazzi», conclude Pietrasanta.
Foto d’archivio

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