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Cronaca

Ciclista morì investito: a processo una 28enne

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investì la figlia

Ciclista morì in un incidente, urtato da un’auto: il sinistro risale all’anno scorso e ora si sta aprendo il processo.

Ciclista morì investito

Ha preso il via nei giorni scorsi il processo per la morte di Rosalio Spano, che perse la vita investito da un’auto mentre procedeva in bicicletta. Il ciclista 49enne nell’ottobre 2017 venne urtato dall’auto condotta da una 28enne residente a Rovasenda lungo la strada tra Balocco e Buronzo. L’impatto avvenne intorno alle 19. L’accusa è di omicidio colposo. La giovane donna forse aveva visto all’ultimo la bicicletta a causa del buio fitto in quel tratto di strada e non aveva potuto evitarla, subito aveva dato l’allarme.  Anche altri automobilisti erano intervenuti per cercare di assistere l’uomo caduto dalla bici. Ma per lui non c’era più nulla da fare. Letale era stato il colpo alla testa subito durante la caduta.

Il rinvio a giudizio

L’altro giorno in tribunale a Vercelli la giovane è stata rinviata a giudizio con l’accusa di omicidio stradale. Spano, che aveva 49 anni e viveva a Cascine San Giacomo, stava percorrendo quel tratto di strada a bordo di una bicicletta, ed era morto dopo essere stato urtato da un Suv Suzuki. L’uomo, padre di un ragazzo di 19 anni, dopo l’urto aveva sbattuto violentemente il capo a terra e per lui non c’era stato nulla da fare. Illesa, invece, l’automobilista, che si era subito fermata per dare l’allarme. Il processo entrerà nel vivo il prossimo anno: nella prima udienza il giudice Maria Teresa Guaschino, il pubblico ministero Arnalda Zanini e i legali hanno concordato il calendario del procedimento e la data per il giuramento dei periti che eseguiranno gli accertamenti tecnici richiesti dalla vicenda. E proprio dalle perizie potranno venire fuori importanti riscontri.

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