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Società “apri e chiudi” per eludere il fisco: 3 arresti e 20 indagati

È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’Operazione Karma, condotta tra Vercellese, Biellese e Novarese.

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Società “apri e chiudi” per eludere il fisco. Evasi circa 30 milioni di euro.

Società “apri e chiudi” per eludere il fisco

Attraverso oltre 50 società sparse tra Vercellese, Biellese e Novarese, hanno evaso circa 30 milioni di euro. È quanto scoperto dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’Operazione Karma, che ha portato a tre arresti e numerose denunce. Lo riportano i colleghi de La provincia di Biella.

Le indagini

Nel corso dell’operazione, denominata appunto Karma, una quarantina di fiamme gialle ha eseguito i sequestri preventivi nei confronti dei tre indagati principali. Questi sarebbero al vertice di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali attraverso indebite compensazioni di crediti inesistenti.

I finanzieri del comando di Vercelli hanno quindi eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e di sequestro preventivo delle somme di denaro e di beni e immobili nella disponibilità degli indagati. Ordinanza emessa dalla Gip di Vercelli nei confronti di venti soggetti iscritti nel registro degli indagati, per i reati di associazione a delinquere dedita alla commissione di reati fiscali.

Secondo gli inquirenti, a diversi livelli e attraverso oltre cinquanta società con sedi nelle province di Vercelli, Biella e Novara, ma operanti su tutto il territorio nazionale, hanno evaso complessivamente circa 30 milioni di euro.

Il modus operandi

Le indagini hanno permesso di ricostruire un articolato sistema di frode. La banda ricorreva infatti a indebite compensazioni di crediti inesistenti e alla costituzione di società “apri e chiudi” (una cinquantina circa). Attraverso di esse venivano sistematicamente evase le imposte e i contributi previdenziali e assistenziali.

Inoltre il sodalizio criminale riusciva a stipulare vantaggiosi appalti con importanti piattaforme logistiche italiane e internazionali, sollevandole da qualsiasi forma di responsabilità solidale mediante l’esibizione di modelli F24 e DURC artefatti, attestanti la regolarità fiscale e contributiva.

I profitti illeciti venivano convogliati su società di consulenza fittizie, per poi confluire nella sfera economica dei principali artefici del disegno criminoso, anche attraverso società all’estero. Il dominus dell’associazione stava inoltre progettando di costituire una società in Montenegro al fine di stabilirvi la residenza fiscale.

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