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Stagione dei funghi, già 52 interventi di soccorso in Piemonte

Il bilancio del Soccorso alpino che propone alcuni consigli utili

Stagione dei funghi,  già 59 interventi del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese (SASP).

Stagione dei funghi, i dati

Se il 2018 era stato un anno da record con 75 persone soccorse, 10 deceduti e 2 dispersi, nel 2019 fino a oggi sono già state soccorse 52 persone di cui 9 deceduti e 1 disperso. Negli ultimi anni, soltanto il 2015 fu peggiore con 91 persone soccorse e 9 deceduti. Ma sono dati che vanno presi con cautela: negli anni favorevoli alla ricerca dei funghi un maggior numero di persone si avventura nei boschi e statisticamente sono più numerosi coloro che subiscono un incidente. Tuttavia, nell’ipotesi in cui la stagione buona per i funghi dovesse continuare, è importante trasmettere alcune informazioni di prevenzione tra gli appassionati. Sabato scorso era morto un uomo di Maggiora colpito da un malore improvviso nei boschi della Valle Strona.

 

La prevenzione

«Anche tra i nostri tecnici ci sono molti cercatori di funghi – afferma Luca Giaj Arcota presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese – per cui non è nostro interesse puntare il dito nei confronti di coloro che possiedono questa passione. Tuttavia ci sono alcune norme basilari da seguire per evitare più possibile gli infortuni e per rendere le operazioni di ricerca e soccorso più rapide. Innanzitutto l’abbigliamento e le calzature devono essere adeguati al territorio in cui ci si inoltra. Ci succede ancora troppo spesso di soccorrere persone con gli stivali di gomma ai piedi, al posto dei più adatti scarponcini da montagna che hanno una maggiore presa sul terreno e prevengono gli infortuni alle caviglie. È anche importante controllare attentamente le previsioni meteorologiche per evitare di incappare in peggioramenti repentini di cui è più difficile rendersi conto nel fitto dei boschi. Infine, per tutte quelle situazioni in cui l’infortunio non si può prevenire sia per fatalità, sia a causa di malori non prevedibili che in questi casi sono frequenti, è fondamentale che chi parte alla ricerca di funghi lasci detto a qualcuno dove prevede di recarsi. Questo perché troppo spesso facciamo affidamento sul telefono cellulare che regolarmente non prende proprio quando ne abbiamo bisogno. Quando nei casi di mancato rientro i nostri esperti in ricerca possono contare su informazioni precise e circoscritte i tempi di ritrovamento di un disperso si riducono drasticamente. E come sappiamo dall’esperienza maturata in tanti anni di attività, anche pochi minuti possono essere di vitale importanza».

Segnaliamo infine che il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha sviluppato un’applicazione per smartphone, Georesq (www.wp.georesq.it) che grazie alla tecnologia gps presente in tutti i telefoni cellulari recenti è in grado di tracciare l’utente anche al di fuori della copertura dati. Consente inoltre di inviare un messaggio di allarme direttamente al soccorso alpino e speleologico ed è accessibile ai tecnici del soccorso alpino che in questo modo sono in grado di ricostruire il percorso tracciato dal telefono di un utente circoscrivendo l’area di ricerca.

 

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