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Cronaca Novarese -

Tegole pericolanti dal tetto di una casa a Cavallirio

Intervento ieri mattina dei vigili del fuoco in seguito all'ondata di maltempo.

Tegole pericolanti dal tetto di una casa a Cavallirio

Tegole pericolanti a Cavallirio

Martedì 22 giugno una squadra dei vigili del fuoco di Borgomanero è intervenuta a Cavallirio per la rimozione di tegole pericolanti da un edificio che si trova sulla strada Sp 31, direzione Prato Sesia.  Dopo una forte  perturbazione che ha colpito i luoghi nei giorni scorsi ancora ieri si contavano i danni. L’intervento valso alla messa in sicurezza del tetto e della zona sottostante il fabbricato.  Sul posto anche l’autoscala della centrale di Novara.

2 Commenti

  • Gaja Piccone ha detto:

    E’ davvero un peccato, questo è un edificio si vecchiotto ma ampio, in discrete condizioni, in posizione ben accessibile e molto soleggiato. Purtroppo i proprietari, che da decenni vivevano oltre confine, non ci sono più e gli eredi… danno l’impressione che nemmeno sappiano di questo stabile.
    Ci vorrebbe una legge che, dopo “x” anni di abbandono (ed in questo caso specifico, con il tetto che pericolosamente “perde pezzi”), dia la possibilità ai Comuni di espropriare queste case, cedendole a privati che, con apposite agevolazioni, si impegnino a recuperarle e a darle nuova vita (anziché cementificare oltremodo altrove).
    Ed abitazioni “orfane” ce ne sarebbero a iosa, purtroppo…

  • alessandro belviso ha detto:

    la questione del recupero/riuso di edifici fatiscenti è annosa e rischia il confinamento accademico, manca l’interesse dei polici al tal scopo sia per loro orientamento che per lettura urbana.
    dopo l’abbandono dell’edilizia popolare dagli anni 80 potrebbero essere visti in quest’ottica per ri-abitarli anche come smart working ed eliminare degrado e pericolosità strutturale.
    i ruderi fuori zona di mercato non sono economicamente risolvibili dai proprietari ai quali però gli si continua a chiedere le tasse.
    qualche piccolo ma ameno comune ci sta provando vendendole ad 1 euro ma manca la strategia centrale come per le “grandi opere”.
    il consumo di suolo in italia è da record e non è per caso.

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