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Covid, ritorno a scuola: tutte le novità dal 14 settembre

Trasporto pubblico, mascherine, misurazione della temperatura, banchi monoposto, help desk e referente: ecco che cosa ci aspetta.

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Covid, ritorno a scuola: tutte le novità dal 14 settembre. Trasporto pubblico, mascherine, misurazione della temperatura, banchi monoposto, help desk e referente: ecco che cosa ci aspetta.

Covid, ritorno a scuola: tutte le novità dal 14 settembre

Fervono i preparativi per la riapertura della scuola lunedì 14 settembre 2020 ma ci sono molti nodi ancora da sciogliere. Le procedure sono  contenute nel rapporto “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia messo a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna, che contiene anche i comportamenti da seguire e le precauzioni da adottare nel momento in cui un alunno o un operatore risultino casi sospetti o positivi.

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Covid, ritorno a scuola: trasporti e ingressi

Il comitato tecnico-scientifico suggerisce di continuare a tenere a bordo dei mezzi di trasporto la distanza obbligatoria di almeno un metro, oltre ovviamente all’obbligo del uso della mascherina.

Il comitato tecnico scientifico spinge anche per un orario contingentato sia per l’ingresso sia per l’uscita della scuola: qualche ministro è d’accordo, qualche altro no, c’è chi propone di equiparare i compagni di classe con i congiunti perché passano molte ore insieme tutti i giorni e quindi in questo modo potrebbe essere evitata l’obbligatorietà di rispettare il distanziamento di almeno un metro.

Le regioni invece sono più rigide e c’è chi chiede proprio di derogare, cioè di togliere il distanziamento di un metro per salvaguardare il trasporto pubblico e consentire a tutti di arrivare a scuola.

Covid, ritorno a scuola: le mascherine

Per i bambini da 0 a 6 anni non è obbligatoria, lo è invece per tutte le altre fasce d’età: quando si entra in classe, quando si entra a scuola, quando si cammina in corridoio, quando si va in mensa e anche seduti al banco laddove non è possibile rispettare il distanziamento di un metro.

Non sempre però l’ampiezza delle classi consente di rispettare il distanziamento e molte regioni ritengono che sia impensabile per un ragazzo indossare la mascherina per 5 ore.

Covid, ritorno a scuola: misurazione della temperatura

Il comitato tecnico-scientifico ha predisposto che la misurazione della temperatura vada fatta a casa dai genitori per evitare che un ragazzo con qualche linea di febbre possa contagiare altri compagni nel tragitto verso la scuola, ma anche per evitare assembramenti fuori dagli istituti scolastici.

Non non tutti i presidenti di regione sono d’accordo: ad esempio De Luca in Campania ha già predisposto e ordinato dei termoscanner da mettere fuori dagli istituti scolastici.

Covid, ritorno a scuola: dpi e banchi

Nel frattempo in tutte le scuole stanno arrivando gel e mascherine per i ragazzi e proprio oggi, 28 agosto 2020, inizia la distribuzione dei banchi monoposto che però finirà entro il mese di ottobre.

Impensabile che il 14 di settembre tutti i banchi saranno già consegnati.

Covid, ritorno a scuola: l’help desk

In queste ore è stato attivato per le scuole un numero un help desk per rispondere a tutte le domande pratiche degli istituti scolastici come ad esempio come organizzare gli ingressi o la sanificazione delle aule.

Il numero verde per le scuole è 800903080, può essere contattato solo dalle scuole, non direttamente dagli utenti.

Covid, ritorno a scuola: il referente Covid

In ogni scuola sarà previsto un referente Covid: sarà una persona indicata dagli istituti, per esempio il preside, che svolgerà il ruolo di anello di congiunzione tra le scuole e le ASL (o ATS).

Dovrà gestire gli asintomatici e controllare il registro delle presenze e segnalare ogni qualvolta si presenterà il caso di un ragazzo che fa assenze superiori al 40%. Inoltre sarà colui che dovrà segnalare la presenza di possibili sintomatici in classe e dovrà anche informare le ASL, i medici, i genitori e attivare una serie di procedure.

Cosa succede in caso di un alunno positivo

Se ad esempio un alunno manifesta la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che questo vada isolato in un’area apposita assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati.

Gli studenti con un’età superiore ai 6 anni dovranno indossare la mascherina e mantenere le distanze da chi effettuerà la sorveglianza.

Il referente Covid dovrà anche misurare la febbre al ragazzo con un strumento che eviti il contatto, mentre i genitori la dovranno provare ogni mattina prima di uscire di casa.

Una volta isolati, i possibili malati verranno sottoposti a un primo triage telefonico dal pediatra o dal medico di base che, se lo riterranno necessario, richiederanno il tampone alla Asl (o Ats).

Se personale scolastico o alunni dovessero stare male a casa, si dovrà comunque avvisare il proprio medico.

In caso di tampone positivo

L’Ats effettuerà tutte le verifiche sui contatti stretti delle 48 ore precedenti ai sintomi e la scuola dovrà essere sanificata.

Il ritorno a scuola sarà possibile soltanto dopo due tamponi di controllo negativi.

L’Ats valuterà se imporre la quarantena ai compagni di classe e al personale scolastico, così come verrà valutata caso per caso (sempre da parte dell’Ats) la chiusura di una scuola o parte di essa in base al numero di casi confermati e del livello di circolazione del virus nella comunità.

In caso di tampone negativo

Il test potrà essere ripetuto dopo un paio di giorni a discrezione del medico. Infine, qualora un alunno risultasse un contatto stretto di un asintomatico, l’Ats potrà valutare di effettuare sia tampone sia la quarantena. Al contrario, se uno studente o parte del personale sono conviventi di un alunno positivo, verranno messi in quarantena.

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