CronacaFuori zona
Caporalato nel Monferrato, lavoratori stipati in una casa fatiscente
Tre persone denunciate dopo i controlli dei carabinieri. Nell’abitazione trovati 15 posti letto, impianti precari e condizioni igieniche gravemente inadeguate.
Un’indagine per sospetto caporalato e sfruttamento del lavoro è scattata nel basso Monferrato dopo una segnalazione arrivata ai carabinieri. I controlli, condotti dalla stazione di Moncalvo insieme al Nucleo ispettorato del lavoro di Asti, hanno portato alla denuncia di tre persone.
Nel mirino degli investigatori sono finiti padre e figlio residenti a Casale Monferrato e un imprenditore agricolo della zona. L’attività è iniziata dopo che era stato notato un continuo movimento di cittadini stranieri attorno a un’abitazione nel centro di Grazzano Badoglio.
Quindici letti e servizi inadeguati
Durante il sopralluogo, i militari hanno trovato all’interno della casa 15 letti e materassi appoggiati a terra. Erano presenti inoltre un impianto elettrico realizzato in modo precario e servizi igienici giudicati gravemente insufficienti rispetto al numero degli occupanti.
Nell’immobile vivevano cittadini rumeni impiegati nei lavori agricoli della zona. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’abitazione veniva utilizzata come sistemazione per i braccianti reclutati per le attività nei campi.
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Documenti trattenuti e trasferimenti all’alba
Gli accertamenti hanno evidenziato un ulteriore elemento: al momento dell’arrivo, ai lavoratori venivano trattenuti i documenti di identità. I braccianti venivano poi prelevati nelle prime ore del mattino per essere accompagnati nelle aziende agricole.
Tra i luoghi di lavoro figura anche una realtà di Castelletto Merli. Secondo l’ipotesi investigativa, padre e figlio si occupavano del reclutamento e del trasporto della manodopera, mentre proseguono gli approfondimenti sulle condizioni effettive di impiego.
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