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Licenziata dal Comune di Verbania: la segretaria varallese vince la causa
Il giudice ha stabilito l’illegittimità del provvedimento contro Antonella Mollia. Ora c’è una causa civile da 300mila euro.
Licenziata dal Comune di Verbania: la segretaria varallese vince la causa. Il giudice ha stabilito l’illegittimità del provvedimento contro Antonella Mollia.
Licenziata dal Comune di Verbania: la segretaria varallese vince la causa
È diventata definitiva la sentenza con cui il tribunale di Verbania ha dichiarato illegittima la revoca dell’ex segretaria comunale Antonella Mollia. L’amministrazione ha deciso di non presentare ricorso dopo aver letto le motivazioni del giudice, ritenendo troppo alto il rischio di una nuova soccombenza.
Si chiude così un lungo capitolo giudiziario e mediatico che ha visto al centro la segretaria, originaria di Varallo e ben conosciuta in tutta la Valsesia. La pronuncia risale all’ottobre 2025, quando il giudice della sezione lavoro del tribunale di corso Europa, Claudio Michelucci, aveva accolto le ragioni di Mollia, stabilendo che non vi fossero comportamenti scorretti nei confronti dell’ente tali da giustificare la revoca.
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Una vicenda che si è trascinata per anni
La vicenda aveva preso avvio sul finire del secondo mandato della sindaca Silvia Marchionini, che aveva mosso pesanti contestazioni alla segretaria generale. Il caso era finito anche sotto i riflettori della trasmissione televisiva Le Iene, alimentando un acceso dibattito pubblico.
In seguito a una delibera di giunta approvata da quattro assessori su sette, Mollia era stata sospesa dall’incarico fiduciario. Un atto che, secondo quanto emerso in giudizio, non trovava pieno fondamento: anche l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) aveva invitato a una rivalutazione del provvedimento, non ravvisando circostanze tali da giustificare la revoca nei termini adottati.
La nuova amministrazione comunale
Nel frattempo l’amministrazione comunale era cambiata, ma non si era arrivati a un accordo stragiudiziale tra le parti. La causa è quindi proseguita fino alla sentenza che ha condannato il Comune al pagamento delle spese legali e alla rifusione di 20mila euro in favore dell’ex segretaria. A promuovere l’azione legale, conclusasi con esito favorevole, era stata l’avvocato Paola Zanoia, del foro di Verbania.
Resta però ancora pendente un’ulteriore causa intentata da Mollia per presunto mobbing, con una richiesta di risarcimento pari a 300mila euro, anche in relazione agli stati d’ansia che sarebbero insorti durante la vicenda.
“Un caso che farà giurisprudenza
«La sentenza che ha dichiarato illegittima la mia revoca è ora divenuta definitiva. Non può più essere impugnata: farà stato tra le parti e costituisce un importantissimo precedente giurisprudenziale», ha scritto Mollia sulla propria pagina Facebook, parlando di una decisione “adamantina e potente” e rivendicando di aver «resistito e restituito la verità». Parole dure anche nei confronti di chi, a suo dire, avrebbe abusato del potere politico, con costi che – ha sottolineato – ricadrebbero ora sulle casse comunali e quindi sui cittadini di Verbania.
Con la mancata impugnazione della sentenza, si chiude dunque la vicenda relativa alla revoca. Resta ora da vedere quali sviluppi potrà avere il procedimento per mobbing ancora in corso.
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