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Manager vercellese travolto e ucciso a Miami, l’addio della città

Funerale in San Cristoforo per Alessandro Sertorio, 57 anni. Il ricordo della Pro Vercelli e degli amici sui social.

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Vercelli si raccoglie questa mattina, giovedì 14 maggio, per l’ultimo saluto ad Alessandro Sertorio. Il funerale viene celebrato alle 10.30 nella chiesa di San Cristoforo. Aveva 57 anni ed è morto il 22 aprile negli Stati Uniti, dove viveva da alcuni anni per motivi di lavoro.

La notizia della sua scomparsa ha colpito profondamente la città. Sertorio è stato vittima di un incidente stradale in Florida: è stato investito da un’auto mentre si trovava all’aperto. Le circostanze del decesso hanno reso necessario l’esame autoptico prima del rientro in Italia.

Una vita tra lavoro, famiglia e Stati Uniti

Alessandro Sertorio dal 2019 viveva in Florida, dove ricopriva il ruolo di Ceo per Castel Usa Inc, realtà collegata a un’azienda italiana attiva nella componentistica per refrigerazione e condizionamento. Una carriera costruita anche lontano da Vercelli, ma senza spezzare il legame con la sua città.

Lascia il papà Carlo, la sorella Lucilla, la moglie Solange e i figli Matteo e Beatrice. La mamma, Giuliana Bortolomei, era mancata un anno fa. In tanti, in questo giorni, hanno ricordato anche il legame della famiglia Sertorio con Vercelli e con la sua vita quotidiana.
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Il legame con la Pro Vercelli

Alessandro Sertorio era conosciuto anche per la sua grande passione per la Pro Vercelli. Un tifo vissuto con affetto e continuità, ereditato in una famiglia da sempre vicina alle Bianche Casacche. Il padre Carlo, per molti anni, fornì i fiori prepartita alla società.

Anche la F.c. Pro Vercelli 1892 ha voluto unirsi al dolore dei familiari con un messaggio pubblico. La società ha ricordato Alessandro Sertorio come vercellese e grande tifoso, esprimendo vicinanza alla famiglia dopo una scomparsa avvenuta in modo tragico.

Il dolore degli amici sui social

Dopo la diffusione della notizia, sui social sono comparsi molti messaggi di cordoglio. A ricordarlo sono stati compagni di scuola dell’Istituto San Giuseppe, amici di gioventù, persone incontrate nello sport e nello scoutismo. Ognuno ha affidato poche parole a un ricordo personale.

Nei messaggi emerge il profilo di un uomo rimasto nel cuore di molti. C’è chi lo lega agli anni della scuola, chi alle passioni condivise per il calcio e lo sci, chi alla crescita vissuta insieme negli scout. Un affetto diffuso, che accompagna oggi l’ultimo saluto.

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