CronacaFuori zona
Stanchi durante l’escursione, fanno partire l’elicottero: doppio intervento in montagna
Due operazioni di soccorso tra valle Antrona e Bognanco: nessun ferito, mobilitati mezzi e personale specializzato.
Due interventi di soccorso sono stati effettuati nel tardo pomeriggio di domenica 26 luglio tra la valle Antrona e la valle Bognanco per recuperare quattro escursionisti rimasti bloccati in montagna. In entrambi i casi sono intervenuti il Soccorso alpino, l’elicottero e, in una delle operazioni, anche il Soccorso alpino della guardia di finanza. Nessuna delle persone soccorse presentava problemi sanitari.
Il primo recupero in valle Antrona
La stazione di Villadossola del Soccorso alpino è stata allertata per due escursionisti francesi che si trovavano in un tratto particolarmente impervio tra il rifugio Andolla e Cheggio. I due non erano più in grado di proseguire il cammino e di raggiungere l’auto lasciata in alta valle Antrona.
Durante la richiesta di aiuto hanno riferito di essere semplicemente molto stanchi, senza alcun malore o trauma. Nonostante l’assenza di un’emergenza sanitaria, è stato necessario organizzare un complesso intervento di recupero con mezzi e personale specializzato.
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Il secondo intervento a Bognanco
Poco dopo è scattato un secondo allarme. La stazione di Bognanco del Soccorso alpino è intervenuta per due alpinisti impegnati in una forra che non avevano fatto rientro nei tempi previsti.
I soccorritori li hanno individuati, raggiunti e accompagnati fino al parcheggio, consentendo loro di rientrare in sicurezza. Anche in questo caso le persone recuperate erano in buone condizioni fisiche.
La montagna richiede preparazione
I due episodi riportano l’attenzione sull’importanza di pianificare con attenzione le escursioni, valutando il proprio allenamento, il dislivello, i tempi di percorrenza e le condizioni del percorso prima di partire.
Il Soccorso alpino ricorda che l’elicottero e le squadre di emergenza rappresentano una risorsa fondamentale per incidenti, malori e situazioni di reale pericolo. Attivarli esclusivamente perché si è affaticati, pur senza conseguenze sanitarie, significa impegnare uomini e mezzi che potrebbero essere necessari per interventi in cui è realmente in gioco la vita delle persone.
Foto d’archivio
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Daniele
28 Luglio 2026 at 7:19
Come da delibera regionale, applicabile anche a cittadini stranieri, basta emettere fattura di intervento.
Certo che se non lo si fa……
Roberto
28 Luglio 2026 at 7:42
Vabbè, però chi è esausto potrebbe non avere più la lucidità per percorrere in sicurezza le impervie mulattiere alpine,per cui la chiamata emergenziale utile a scongiurare eventi peggiori ci sta tutta.
Dalla Zanna Renato
28 Luglio 2026 at 13:38
Spero vivamente che i costi per gli interventi vengano adeguatamente addebitati ai responsabili che dovrebbero lasciar perdere gli scarponi e optare per il divano.
Bach
28 Luglio 2026 at 18:02
si è detto che stanchezza e negligenze varie tipo sandali su terreno impervio o ghiacciaio avrebbero comportato il pagamento del soccorso.
e dunque?