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Da Gattinara alla Valsessera, vigneti devastati da cinghiali e caprioli

I produttori lanciano l’appello alla Regione: « Vogliamo lavorare, non incassare i risarcimenti ».

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Da Gattinara alla Valsessera, vigneti devastati da cinghiali e caprioli. I produttori lanciano l’appello alla Regione:« Vogliamo lavorare, non incassare i risarcimenti ».

Da Gattinara alla Val Sessera, vigneti devastati da cinghiali e caprioli

«Vogliamo produrre vino, non attendere i risarcimenti della Regione per i danni provocati dai cinghiali». Da Gattinara a Ghemme fino in Valsessera i produttori vitivinicoli mai come quest’anno hanno notato un aumento esponenziale dei danni a causa degli animali dei boschi ».

Nel mese di Agosto, i cinghiali avevano “arato” il campo di calcio di Serravalle , provocando un danno da 20mila euro.

Danni e proteste nel Gattinarese

«Tra cinghiali e caprioli la situazione è allarmante – interviene Luca Caligaris dell’azienda vitivinicola Caligaris di Gattinara -. Abbiamo anche usato la rete per chiudere le vigne, ma scavano oppure abbattono tutto. I numeri dei cinghiali vanno limitati». La Regione ha previsto degli indennizzi: «Meglio portarsi a casa l’uva che incassare il risarcimento della Regione».

Stessa situazione per la Cantina Delsignore di Gattinara. «La situazione è tragica – spiega Stefano Dorelli -. I cinghiali mangiano l’uva e spezzano i rami». Non si era mai vista una situazione simile. «Se non si muove la Regione o il Governo non si sa come finirà. Lo scorso anno con la peste suina è stata interrotta la caccia per i tutor e oggi ne paghiamo le conseguenze».

Anche in Valsessera si accendono le proteste

Danni anche nella zona della Valsessera. «Avrei preferito produrre vino invece che incassare i risarcimenti regionali per i danni – interviene Stefano Vampari dell’omonima azienda di Valdilana -. Noi amiamo il nostro lavoro e vogliamo poterlo fare. Ma se continuano a mangiarci l’uva e danneggiare il terreno diventa davvero difficile far andare avanti una attività.

La chiusura della caccia lo scorso anno ha permesso ai cinghiali di riprodursi a dismisura, ogni femmina può fare fino a nove cuccioli. Bisognerebbe intervenire dall’alto in modo deciso per tutelare le attività e il territorio».

L’aumento dei cinghiali e i danni per l’Erbaluce

La conferma dei danni provati dai cinghiali in aumento arriva anche Marco Arlunno, produttore dell’azienda Il Chiosso di Gattinara e presidente della sezione di Confagricoltura sezione vitivinicola di Novara e Vco: «Già nella zona di Gattinara avevamo inserito le reti, ora però dobbiamo intervenire nel Novarese». E parlando di numeri spiega: «Per quanto riguarda l’Erbaluce abbiamo un danno dell’80 per cento».

Anche i cacciatori fanno quello che possono: «Chi lo fa per passione si trova a dover sottostare a una serie di normative stringenti, diventando un’ attività dove non si guadagna nulla, ma ci sono soltanto spese».

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2 Commenti

1 Commento

  1. Ennio

    23 Settembre 2025 at 22:27

    è importante ricordare che i caprioli di danni non ne fanno se non pochi, li vedo spesso brucare erba e nascondersi nei boschi.
    Sono i cinghiali il problema, e già prima del covid non si potevano abbattere, per motivi assurdi.

    • Rudy

      25 Settembre 2025 at 20:51

      Ne fanno eccome,basta frequentare le vigne per vederli molto spesso nei filari,dove si nascondono anche con i piccoli.
      Anzi,al contrario dei cinghiali fanno danni anche sulle gemme,mangiando i germogli che porteranno frutto.

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