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Gattinara piange Vittorio Drigo, il muratore instancabile morto a 100 anni

Il compleanno del secolo era stato festeggiato in casa di riposo solo l’altro giorno.

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Gattinara piange Vittorio Drigo, il muratore instancabile morto a 100 anni. Il compleanno del secolo era stato festeggiato in casa di riposo solo l’altro giorno.

Gattinara piange Vittorio Drigo, il muratore instancabile morto a 100 anni

La comunità di Gattinara piange Vittorio Drigo, scomparso oggi, giovedì 26 febbraio, alla casa di riposo Patriarca all’età di 100 anni. Solo pochi giorni fa aveva festeggiato il traguardo del secolo di vita circondato dall’affetto dei familiari e dall’abbraccio della città.

A darne il triste annuncio sono la moglie Ginevra, i figli Maria Rosa con Giuseppe e Paolo con Maria Angela, i nipoti Daniele, Sara e Mattia, insieme a fratelli, sorelle, cognati e parenti tutti. I funerali si svolgeranno sabato 28 febbraio alle 15 nella Chiesa Parrocchiale di San Pietro a Gattinara; al termine la salma proseguirà per il tempio crematorio.
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Pochi giorni fa la festa del secolo

Proprio in occasione del suo centesimo compleanno, Vittorio era stato festeggiato nella struttura dove si trovava dallo scorso agosto, dopo le complicanze di una broncopolmonite. A portargli gli auguri erano stati anche il sindaco Maria Vittoria Casazza, la presidente della casa di riposo e assessore Elisa Roggia, la consigliera con delega al sociale Maria Grazia Zaffalon e il parroco don Franco Givone, insieme ai parenti.

Vittorio Drigo era conosciuto in città anche perché padre de noto showman Paolo Drigo, volto noto al pubblico per le sue performance da trasformista e per la partecipazione alla trasmissione “La Corrida”.

Una vita da muratore

Nato il 14 febbraio 1926 a Portogruaro, in provincia di Venezia, si era trasferito da giovane a Gattinara, come molti ragazzi del Nordest in cerca di lavoro. Qui aveva costruito la sua vita insieme alla moglie Ginevra Savian, originaria di Caorle.

Muratore per tutta la vita, era conosciuto per la sua instancabile operosità. «Papà è sempre stato un grande lavoratore – aveva raccontato Paolo –. Ha costruito da sé la sua casa, spesso lavorando la sera dopo cena. Diceva che quando era buio si aiutava con i fari delle auto di passaggio». Anche dopo la pensione non aveva mai smesso di dedicarsi al mestiere che per lui era passione prima ancora che lavoro.

Frequentava i centri anziani

Fino a un anno fa, nonostante l’età, si muoveva ancora con il suo deambulatore, felice di poter uscire all’aria aperta e dedicarsi a piccoli lavoretti. Amava anche ballare con la moglie, in particolare al locale Vita Più e al centro anziani di Varallo, e sapeva suonare la fisarmonica: «Forse è da lui che ho preso la vena artistica», ha confidato il figlio, ricordando quando lo accompagnava con la sua 600 alle prime esibizioni.

Una vita lunga un secolo, segnata dal lavoro, dalla famiglia e da una straordinaria energia che fino all’ultimo ha lasciato il segno nella comunità di Gattinara.

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