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«Sono madre di un ragazzo disabile». Marzia si racconta in un libro
Il diario dedicato al figlio Luca è stato presentato a Villa Paolotti di Gattinara.
«Sono madre di un ragazzo disabile». Marzia si racconta in un libro. Il diario dedicato al figlio Luca è stato presentato a Villa Paolotti di Gattinara.
«Sono madre di un ragazzo disabile». Marzia si racconta in un libro
Essere “la mamma di…” un figlio con disabilità è un’esperienza che accompagna per tutta la vita, fatta di sfide quotidiane spesso difficili da immaginare per chi non la vive. È da questa consapevolezza che nasce “La mamma di…”, il libro-diario di Marzia Fioravanti, presentato nei giorni scorsi a Villa Paolotti di Gattinara.
Un racconto intimo e autentico, costruito nel corso di 36 anni accanto al figlio Luca Beltrami. Un percorso fatto di ostacoli, ma anche di conquiste, raccontato attraverso pagine nate inizialmente come appunti personali. «Ho sempre tenuto un diario – spiega l’autrice – per ricordare quanto accadeva e anche per poter dialogare meglio con i medici. Con Luca ho accumulato moltissime informazioni, perché fin dall’inizio ci siamo trovati ad affrontare difficoltà inattese».
Dal diario al libro
L’idea del libro è maturata nel tempo, fino a trovare una svolta quando Luca ha raggiunto un traguardo fondamentale: il lavoro. «Mi dicevano spesso di scrivere un libro, ma pensavo che una storia dovesse avere una fine. La nostra invece continuava ogni giorno. Quando però Luca ha trovato lavoro ho capito che quello era un punto d’arrivo importante, e ho deciso di provarci».
Per dare forma compiuta al racconto, Marzia Fioravanti si è affidata alla scrittrice Lucia Cantoni, che ha contribuito a trasformare i ricordi in una narrazione strutturata, mantenendo intatta l’intensità emotiva. «Abbiamo lavorato insieme tra lacrime e consapevolezza – racconta – con il desiderio di far conoscere una realtà condivisa da tante famiglie».
Non una denuncia, ma un messaggio di forza e solidarietà
Il libro, anche nella sua veste grafica, racconta simbolicamente questo percorso: una copertina azzurro cielo con un mondo fatto di pezzi di puzzle e un trenino con due vagoni. Su uno, la madre; sull’altro, rosso e in testa, Luca, motore e guida di una vita complessa ma ricca di significato.
Quella narrata da Fioravanti non è una storia di denuncia, ma un messaggio di costanza, solidarietà e forza. «Per ogni problema bisogna cercare una soluzione – sottolinea – e affrontare tutto con positività, senza risentimento». Fondamentale, nel suo percorso, il sostegno della famiglia, a partire dal marito Lorenzo, e l’incontro con persone – medici, insegnanti e semplici cittadini – che hanno contribuito a rendere possibile l’inclusione di Luca, oggi inserito nel mondo del lavoro.
«Non ci siamo mai nascosti – conclude – e oggi molte persone conoscono Luca, lo salutano, conoscono la sua storia. Questo libro vuole semplicemente raccontare questa realtà, per farla conoscere».
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