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Vent’anni dopo, Gattinara riparte dal suo ospedale
Si inaugura il nuovo presidio di comunità: 20 posti letto che rafforzano la sanità territoriale per la bassa Valsesia.
L’ospedale San Giovanni Battista di Gattinara torna a vivere oggi, lunedì 25 maggio, con l’inaugurazione del nuovo ospedale di comunità al terzo piano della struttura. Il taglio del nastro è in programma alle 10, alla presenza delle istituzioni e dei rappresentanti del territorio.
Tra i presenti ci sarà anche Carlo Riva Vercellotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che da sindaco visse la chiusura dell’ospedale vent’anni fa. «È ancora vivo il ricordo di quando la Regione decise la chiusura», afferma, parlando di una scelta calata dall’alto.
Una restituzione alla comunità
Per Riva Vercellotti la giornata segna una svolta per Gattinara e per la bassa Valsesia. La riapertura non viene presentata come un ritorno al passato, ma come l’avvio di un modello diverso, costruito sui bisogni attuali della popolazione e sulla sanità di prossimità.
«È, a tutti gli effetti, una restituzione alla comunità», sottolinea il consigliere regionale. Il nuovo presidio è pensato per anziani, pazienti fragili e persone con patologie croniche, che hanno bisogno di continuità assistenziale, cure intermedie e percorsi capaci di evitare ricoveri impropri.
I nuovi servizi attivati
Con l’apertura dell’ospedale di comunità vengono messi a disposizione 20 nuovi posti letto. Si aggiungono a quelli già presenti nella struttura e portano il presidio a un totale di 56 posti dedicati alla presa in carico territoriale.
Nel dettaglio, nel suo insieme il “San Giovanni Battista” potrà contare su:
- 20 posti letto di ospedale di comunità;
- 18 posti letto di Cavs;
- 10 posti letto di hospice;
- 8 posti per il servizio di emodialisi.
Investimenti per quasi 5 milioni
L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sugli ospedali per acuti e rafforzare la capacità del territorio di seguire i pazienti nel pre-ricovero e nel post-acuzie. Un ruolo centrale spetterà anche alle centrali operative territoriali, alle case di comunità e alla rete dei servizi domiciliari.
Negli ultimi due anni la Regione Piemonte ha investito quasi 5 milioni di euro sul San Giovanni Battista. Le risorse hanno riguardato l’attivazione dell’ospedale di comunità, la sicurezza, gli impianti, l’energia da fonti rinnovabili e il potenziamento dell’acqua ultrapura per l’emodialisi.
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