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La chirurgia protesica del ginocchio con il robot Mako in Habilita I Cedri

Il Dr. Edoardo Guazzoni, chirurgo ortopedico di Habilita I Cedri, illustra i vantaggi della robotica applicata alla protesica di ginocchio

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Una fase dell'operazione chirurgica
Una fase dell'operazione chirurgica

Quando si parla di protesi di ginocchio, la tecnologia ha compiuto passi straordinari negli ultimi anni. Tra le innovazioni più significative c’è l’introduzione della chirurgia robotica assistita, che ha cambiato profondamente il modo in cui i chirurghi ortopedici affrontano questo tipo di intervento. Habilita I Cedri, la casa di cura di Fara Novarese specializzata in chirurgia protesica ortopedica, si è dotata del sistema robotico Mako di Stryker, uno dei più avanzati al mondo in questo campo. Ne parliamo con il Dr. Edoardo Guazzoni, chirurgo ortopedico di Habilita.

Dr. Edoardo Guazzoni

Dr. Edoardo Guazzoni

Dottore, quali sono i principali vantaggi dell’utilizzo della robotica in sala operatoria nella chirurgia protesica del ginocchio?

«Il vantaggio fondamentale della robotica è la precisione. Con il sistema Mako, prima ancora di entrare in sala operatoria, elaboriamo un piano chirurgico tridimensionale personalizzato per ogni paziente, basato sulla sua specifica anatomia. Questo ci permette di posizionare la protesi con una precisione millimetrica, ottimizzando l’allineamento degli impianti e riducendo al minimo la variabilità legata alla tecnica manuale. Il risultato è un intervento più predicibile, più ripetibile e con esiti clinici superiori rispetto alla chirurgia tradizionale».

Il paziente ha dei benefici diretti e concreti dall’utilizzo della robotica?

«Assolutamente sì, e sono molteplici. Un posizionamento più preciso della protesi si traduce in un’articolazione che funziona in modo più naturale, con un migliore recupero della mobilità e una minore usura nel tempo dell’impianto. Ma i benefici si avvertono già nelle ore e nei giorni immediatamente successivi all’intervento: grazie alla maggiore precisione dei tagli ossei e alla minore invasività del gesto chirurgico, il paziente ha meno dolore nel postoperatorio, necessita di meno farmaci analgesici e può iniziare la riabilitazione più precocemente. In molti casi la degenza si riduce ulteriormente, con dimissione già dopo due o tre giorni e ripresa delle attività quotidiane in tempi molto più brevi rispetto al passato».

In Habilita I Cedri come viene impiegato concretamente il sistema Mako?

«Il sistema Mako viene utilizzato nella chirurgia protesica del ginocchio sia per la protesi monocompartimentale, quando l’artrosi interessa un solo compartimento dell’articolazione, sia per la protesi totale, quando il danno è più esteso. In entrambi i casi, il percorso inizia con una TAC preoperatoria del ginocchio del paziente, dalla quale il software del robot elabora un modello virtuale tridimensionale dell’articolazione. Su questo modello pianifichiamo l’intervento nei minimi dettagli: scegliamo la dimensione e il posizionamento ideale degli impianti, simuliamo il movimento dell’articolazione e verifichiamo l’allineamento prima ancora di entrare in sala operatoria. Durante l’intervento, il braccio robotico ci guida in tempo reale, garantendo che ogni gesto corrisponda esattamente a quanto pianificato».

Il robot Mako nella struttura Habilita I Cedri di Fara Novarese

Il robot Mako nella struttura Habilita I Cedri di Fara Novarese

Come si approcciano i chirurghi all’utilizzo della robotica? È una tecnologia che cambia il loro ruolo?

«Questa è una domanda importante. Il robot non sostituisce il chirurgo: lo potenzia. La decisione clinica, la valutazione del paziente, la gestione delle complicanze e la responsabilità dell’intervento rimangono interamente nelle mani del chirurgo. Il sistema Mako è uno strumento di precisione che amplifica le nostre capacità tecniche. Per il chirurgo c’è naturalmente una curva di apprendimento iniziale, ma una volta acquisita la padronanza del sistema, la qualità del lavoro migliora sensibilmente. Personalmente trovo che lavorare con il robot aumenti anche la consapevolezza intraoperatoria: il feedback continuo del sistema ci permette di controllare ogni fase dell’intervento con un livello di dettaglio prima impensabile».

Di quanto si riducono i margini di errore grazie alla robotica?

«La letteratura scientifica internazionale è molto chiara su questo punto. Con la chirurgia robotica assistita, la percentuale di impianti posizionati all’interno dei parametri ideali di allineamento supera il 95%, contro valori significativamente inferiori con la tecnica manuale tradizionale. Questo si traduce in una riduzione concreta del rischio di complicanze legate al malposizionamento, come l’usura precoce dell’impianto, l’instabilità articolare o la persistenza del dolore nel postoperatorio. In sintesi: meno revisioni chirurgiche nel lungo termine, impianti più duraturi e pazienti più soddisfatti. Per chi deve sottoporsi a una protesi di ginocchio, avere accesso alla chirurgia robotica rappresenta oggi un vantaggio reale e misurabile».

Per informazioni e prenotazioni:

T 0321.818111
M accettazione@icedri.net

L'ingresso della struttura Habilta I Cedri di Fara Novarese

L’ingresso della struttura Habilta I Cedri di Fara Novarese

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