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Istruzione parentale a Chieri

Daisy e Holden, una scuola vicina ai valori dell’homeschooling

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Lezione in aula

Chi sceglie l’istruzione parentale per i propri figli, molto spesso, non lo fa perché non crede nella scuola. Al contrario. Lo fa perché ha un’idea precisa di come un bambino o un ragazzo dovrebbe imparare, crescere e diventare autonomo.

In questi anni abbiamo incontrato diverse famiglie che hanno scelto l’istruzione parentale, l’homeschooling o esperienze educative vicine alla filosofia della scuola Senza Zaino proprio perché non si riconoscevano più in una didattica troppo legata alla lezione frontale, alla classe intesa come unico luogo dell’apprendimento, a tempi uguali per tutti e a un modo di insegnare nel quale l’esperienza diretta rischia di avere troppo poco spazio.

Ed è proprio parlando con queste famiglie che abbiamo scoperto qualcosa di interessante: molti dei principi sui quali abbiamo costruito la Scuola Primaria Daisy e la Scuola Media Internazionale Holden sono molto vicini a quelli ricercati da chi sceglie questi percorsi. La Daisy è una scuola che assolve l’obbligo scolastico, mentre la Holden è una scuola secondaria di primo grado paritaria: due realtà diverse, quindi, ma unite da un’impostazione educativa comune.

Non è un caso. Le nostre scuole sono nate guardando da molti anni alla cultura didattica finlandese e a un’idea di scuola nella quale autonomia, esperienza, responsabilità e benessere del ragazzo non sono attività aggiuntive, ma fanno parte della didattica quotidiana.

Si impara certamente sui libri, ma non soltanto sui libri. Si impara uscendo, osservando il territorio, lavorando insieme, sperimentando, facendo attività pratiche, utilizzando le lingue in situazioni reali, preparando un lavoro di gruppo o una presentazione, affrontando un problema e cercando gli strumenti per risolverlo. L’aula esiste, naturalmente, ma non rappresenta il confine entro il quale deve necessariamente avvenire l’apprendimento.

C’è poi un altro aspetto che ci avvicina molto alle esperienze dell’istruzione parentale e, per alcuni principi, anche alla scuola Senza Zaino: il rapporto con le famiglie. Per noi i genitori non sono persone che accompagnano i figli al cancello e che incontriamo soltanto durante i colloqui. Cerchiamo di coinvolgerli nella vita della scuola attraverso attività parallele alla didattica, simposi d’arte e momenti condivisi nei quali genitori, insegnanti e scuola possono conoscersi meglio. Non si tratta semplicemente di organizzare eventi.

Significa costruire un rapporto di fiducia tra gli adulti che accompagnano i ragazzi, perché crediamo che anche questo contribuisca concretamente a farli stare bene in classe. C’è inoltre una scelta organizzativa molto precisa che caratterizza Daisy e Holden.

Al mattino si lavora in classi strutturate ma non grandi, nelle quali gli insegnanti possono realmente conoscere gli studenti e farli interagire tra loro attraverso esercitazioni, lavori di gruppo, presentazioni e attività che richiedono partecipazione.

Cerchiamo di concentrare il carico didattico e il lavoro scolastico all’interno della giornata trascorsa a scuola. Nel pomeriggio vengono quindi svolti i compiti, ma trovano spazio anche gruppi di potenziamento e attività seguite dagli stessi insegnanti che lavorano con i ragazzi al mattino. In questo modo studio, esercitazione e consolidamento non diventano semplicemente un carico da trasferire alla famiglia una volta tornati a casa, ma rimangono parte del percorso educativo seguito dalla scuola.

Ed è forse proprio l’insieme di questi aspetti che viene riconosciuto più facilmente dalle famiglie provenienti dall’istruzione parentale. Alcuni genitori ci hanno raccontato di aver scelto Daisy o Holden perché hanno ritrovato nella nostra scuola quella componente esperienziale, quella attenzione all’autonomia, quella dimensione di comunità e quella possibilità di imparare anche fuori dagli schemi della lezione tradizionale che avevano cercato scegliendo inizialmente un percorso parentale. C’è poi un aspetto molto concreto che le famiglie che praticano l’istruzione parentale conoscono bene: gli esami annuali previsti dal percorso.

Questo può significare dover accompagnare ogni anno il proprio figlio presso un’istituzione scolastica esterna, talvolta anche distante da casa, e affidarlo per la valutazione a docenti che il ragazzo non ha mai incontrato e che, a loro volta, non conoscono il suo percorso, il suo modo di apprendere e il lavoro svolto durante l’anno. Per alcuni bambini e ragazzi questo momento può essere vissuto con fatica e diventare un’esperienza di forte tensione.

Anche per questo una famiglia può, a un certo punto, prendere in considerazione Daisy o Holden: significa entrare in una realtà scolastica che conserva molti elementi vicini alla propria scelta educativa, ma all’interno di un percorso continuativo nel quale i ragazzi sono conosciuti e accompagnati dai loro insegnanti durante tutto l’anno e non devono ogni volta affrontare la prova annuale come candidati provenienti dall’esterno. Ma allora una famiglia che ha scelto l’istruzione parentale deve necessariamente continuare quel percorso fino alla fine? No. Le esigenze dei bambini cambiano, quelle dei ragazzi ancora di più, e cambiano anche gli equilibri familiari. Può arrivare un momento in cui si sente il bisogno di un gruppo più strutturato, di una maggiore socialità, di insegnanti specialisti, di nuove esperienze o semplicemente di affidare nuovamente alla scuola una parte del percorso educativo.

Questo passaggio, però, non deve necessariamente significare rinunciare alle ragioni che avevano portato alla scelta dell’istruzione parentale. Daisy, per i bambini della scuola primaria, e Holden, per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, possono rappresentare proprio questo punto di incontro: entrare o rientrare in una scuola mantenendo molti dei principi educativi nei quali la famiglia continua a riconoscersi. Allo stesso tempo, il nostro rapporto con il mondo dell’istruzione parentale continua anche per chi sceglie di proseguire il proprio percorso a casa: presso le nostre scuole accogliamo infatti ragazzi provenienti dall’istruzione parentale per sostenere gli esami previsti come candidati esterni, dalla scuola media fino ai licei.

Ma vorremmo far conoscere alle famiglie anche l’altra possibilità, forse meno conosciuta: Daisy e Holden sono aperte anche a chi desidera iscrivere il proprio figlio come studente interno e accompagnarlo nel passaggio dall’istruzione parentale a una scuola che mantenga molti dei principi educativi nei quali la famiglia si riconosce. Crediamo che una scelta educativa non debba essere vissuta come qualcosa di definitivo o ideologico.

La domanda dovrebbe essere piuttosto: che cosa serve a mio figlio in questo momento della sua crescita? Se la risposta è una scuola nella quale possa continuare a essere curioso, autonomo e attivo, imparare attraverso l’esperienza, lavorare con gli altri, conoscere il territorio e non trascorrere necessariamente ogni giornata seduto nello stesso banco; se si cerca una scuola nella quale anche la famiglia possa sentirsi parte del percorso e nella quale gran parte del lavoro scolastico venga svolto insieme agli insegnanti durante la giornata, allora vale la pena venirci a conoscere.

Perché a volte il passaggio dall’istruzione parentale alla scuola può essere molto meno distante di quanto si immagini. Per conoscere le possibilità dedicate alle famiglie che hanno scelto l’istruzione parentale e capire come funziona il percorso presso l’Istituto Pascal di Chieri, abbiamo raccolto tutte le informazioni in questa pagina: Istruzione parentale – Istituto Pascal Chieri⁠

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