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Portafogli digitali in crescita: perché gli e-wallet stanno cambiando le abitudini di pagamento degli italiani
Nel 2025 i pagamenti digitali in Italia hanno superato i 518 miliardi di euro transati, trainati in buona parte dalla diffusione di wallet e app di pagamento: ecco cosa dicono davvero i numeri
Un mercato che continua a crescere
I portafogli digitali non sono più uno strumento di nicchia. Secondo la ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, nel 2025 i pagamenti digitali in Italia hanno raggiunto un transato complessivo di 518 miliardi di euro, in crescita del 7 per cento rispetto al 2024. Il 45 per cento dei consumi viene oggi regolato tramite strumenti elettronici, contro il 38 per cento gestito ancora in contanti: un sorpasso che l’anno scorso era solo agli inizi e che quest’anno si consolida come tendenza strutturale.
A trainare questa crescita non sono più solo le carte tradizionali, ma soprattutto le soluzioni definite “innovative”: smartphone, wearable e, appunto, i wallet digitali, che nel solo 2025 hanno mosso 84,9 miliardi di euro. Anche a livello europeo il fenomeno si consolida: il progetto Wero, il wallet paneuropeo sostenuto da 49 banche dell’Eurozona, ha già superato i 200 milioni di trasferimenti peer-to-peer e gli 11 miliardi di euro di transato a fine 2025.
Cosa cambia rispetto a carte e contanti
Un e-wallet, in sostanza, è un conto digitale che custodisce fondi e permette di depositare, prelevare e trasferire denaro senza passare fisicamente per una banca o uno sportello. Rispetto a una carta tradizionale, offre in genere un’attivazione più rapida, commissioni diverse a seconda del servizio scelto e la possibilità di gestire più valute o più account collegati dalla stessa app.
Il motivo per cui sempre più italiani li scelgono non è solo la comodità. Ogni transazione resta associata a un conto verificato, con orario e dispositivo di accesso registrati: una tracciabilità che manca quasi del tutto ai pagamenti in contanti e che, secondo gli stessi analisti del settore, sta convincendo anche le fasce di popolazione più abituate al contante a passare al digitale.
Dove si usano oggi gli e-wallet
Gli ambiti di utilizzo si sono moltiplicati negli ultimi anni: shopping online, trasferimenti tra privati, gestione di abbonamenti e, sempre più spesso, depositi su piattaforme che richiedono conti verificati per legge. È il caso, ad esempio, dei siti di intrattenimento con licenza ADM, dove un esempio di e-wallet come Neteller è oggi nella lista aggiornata da Casinos.com, guida italiana indipendente ai casinò online autorizzati, proprio perché unisce velocità di deposito e prelievo a un livello di verifica del conto superiore a quello di un pagamento in contanti.
Non è un caso isolato: la stessa logica vale per l’home banking, per le app di pagamento tra privati e per i servizi di e-commerce, dove la possibilità di risalire con certezza a chi ha ricevuto un pagamento è diventata un requisito che gli utenti, prima ancora dei regolatori, iniziano a pretendere.
I dati confermano che il digitale è più sicuro
A rafforzare questa lettura arrivano anche i numeri sulle frodi pubblicati dalla Banca d’Italia. Nel Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia relativo al secondo semestre 2025, il tasso di frode sui bonifici istantanei è sceso allo 0,012 per cento del valore delle operazioni, in calo del 40 per cento rispetto al semestre precedente. Un dato che conferma come i sistemi di pagamento digitali, man mano che vengono monitorati e regolamentati, riducano progressivamente lo spazio per le frodi rispetto agli strumenti meno tracciabili.
È una tendenza che riguarda l’intero ecosistema dei pagamenti, dai singoli servizi ai sistemi bancari nel loro complesso: più un pagamento passa attraverso un conto verificato, più diventa difficile per un malintenzionato sfruttarlo senza lasciare traccia.
Una transizione che riguarda tutte le generazioni
La crescita dei wallet digitali non si ferma ai consumatori occasionali. Anche il mondo del lavoro autonomo sta seguendo lo stesso percorso, come dimostra il nostro articolo su come i pagamenti digitali crescono tra professionisti e artigiani, con incrementi a doppia cifra registrati in diverse categorie nel 2024.
Che si tratti di un libero professionista che accetta pagamenti cashless o di un privato che gestisce le proprie spese online, il filo conduttore resta lo stesso: la fiducia nei portafogli digitali cresce di pari passo con la loro diffusione, e i dati del 2025 lo confermano con numeri difficili da ignorare.
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