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Boom di nascite a Borgomanero, grazie anche alla chiusura di Borgosesia
Al “Santissima Trinità” registrato un aumento di 49 parti nei primi tre mesi dell’anno.
Boom di nascite a Borgomanero, grazie anche alla chiusura di Borgosesia. Al “Santissima Trinità” registrato un aumento di 49 parti nei primi tre mesi dell’anno.
Boom di nascite a Borgomanero, grazie anche alla chiusura di Borgosesia
Crescono in modo significativo le nascite all’ospedale “Santissima Trinità” di Borgomanero, dove il primo trimestre del 2026 fa registrare numeri in netta controtendenza rispetto al calo demografico generale. I dati parlano chiaro: si è passati dai 167 parti dello stesso periodo del 2025 ai 216 attuali, con un incremento di 49 nuovi nati in appena tre mesi.
Un risultato che, se confermato nei prossimi mesi, potrebbe portare la struttura a sfiorare quota 900 nascite entro fine anno, consolidando il ruolo del punto nascite di Borgomanero come riferimento per il territorio e non solo.
Quali i motivi della crescita?
Alla base di questa crescita, secondo il direttore della Struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia, Alberto Arnulfo, c’è un modello organizzativo che punta sull’equilibrio tra efficienza e attenzione alla persona. Un approccio che mette al centro la donna e il bambino, sostenuto dal lavoro integrato di medici, ostetriche, infermieri e del reparto di Anestesia e Rianimazione, garantendo elevati standard assistenziali.
I numeri:
- primo trimestre 2025: 167 parti
- primo trimestre 2026: 216 parti
Ci sono anche le mamme valsesiane
Non va però trascurato un altro fattore determinante: la chiusura del punto nascite dell’ospedale “Santi Pietro e Paolo” di Borgosesia. Una decisione sofferta che ha inevitabilmente spinto molte future mamme, in particolare dalla Valsesia, a rivolgersi a Borgomanero, contribuendo così all’aumento dei parti registrato in questi mesi.
Quanto è stato il calo di Borgosesia?
A Borgosesia il 2025 ha chiuso sotto i 100 parti, mentre il 2024 (ultimo anno con punto nascite sempre aperto) il totale era stato 128. Ma i numeri erano costantemente in calo, tant’è che l’assessore regionale alla sanità Federico Riboldi ha aveva fatto notare che ultimamente erano le stesse famiglie valsesiane a snobbare il “Santi Pietro e Paolo”.
Da qui la decisione di chiudere, offrendo però maggiori servizi a Vercelli. Certamente qualche famiglia si sarà rivolta all’ospedale del capoluogo, ma altre si sono dirette a Borgomanero, facendo crescere il dato complessivo.
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