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Nei boschi tra Ghemme e Cavaglio è sempre market dello spaccio

Bivacchi tra gli alberi e pusher in treno verso Novara e Biella.

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Nei boschi tra Ghemme e Cavaglio è sempre market dello spaccio. Bivacchi tra gli alberi e pusher in treno verso Novara e Biella.

Nei boschi tra Ghemme e Cavaglio è sempre market dello spaccio

Tra i boschi di Ghemme e Cavaglio d’Agogna lo spaccio continua a essere una presenza costante. Le segnalazioni dei cittadini parlano di bivacchi allestiti tra gli alberi, rifugi di fortuna utilizzati come basi operative in attesa dei clienti. C’è chi, durante una passeggiata, si è imbattuto in giacigli improvvisati e resti di presidi stabili. E c’è anche chi, per timore di brutti incontri, preferisce ormai evitare alcune zone boschive.

L’attenzione si è estesa anche a Carpignano Sesia, in particolare nell’area vicina alla stazione ferroviaria. Secondo quanto emerso, non sarebbe raro che gli spacciatori utilizzino il treno della linea Biella-Novara per spostarsi verso i centri maggiori, sia per rifornirsi sia per piazzare la droga. Un fenomeno mobile, difficile da arginare, che si sposta lungo l’asse ferroviario e stradale.

Zone strategiche in caso di fuga

Le aree più colpite restano quelle lungo la direttrice del fiume Agogna e nei pressi dell’autostrada Autostrada A26, zone strategiche per collegamenti e vie di fuga rapide. Le forze dell’ordine monitorano costantemente la situazione, con controlli, arresti e sequestri. Ma, nonostante gli interventi, il mercato tende a riorganizzarsi in tempi brevi.

Dall’inizio dell’anno sono già stati numerosi gli interventi dei carabinieri. A inizio febbraio sono arrivate due condanne a 4 anni e 9 mesi di reclusione per spaccio nei boschi in località Sant’Antonio, nel territorio di Fontaneto d’Agogna.

Durante l’operazione erano state rinvenute anche armi nella disponibilità di due cittadini marocchini senza fissa dimora che vivevano stabilmente nell’area boschiva. I militari avevano sequestrato 170 grammi di cocaina, 220 grammi di eroina e 300 grammi di hashish, oltre a denaro contante e a una pistola ad aria compressa. Da tempo i residenti segnalavano un sospetto via vai di persone.

Pusher stranieri, clienti italiani

Poco prima, a fine gennaio, a Cavaglio d’Agogna un trentasettenne di nazionalità marocchina è stato arrestato in flagranza dai carabinieri della stazione di Ghemme. L’uomo, sorpreso in un bivacco nei boschi, aveva tentato la fuga prima di essere bloccato. Nella sua disponibilità sono stati trovati circa 55 grammi di eroina, 50 grammi di hashish, 12 grammi di cocaina, ulteriori dosi già confezionate, bilancini di precisione, telefoni cellulari, materiale per il confezionamento e circa 8 mila euro in contanti. Sequestrato anche un machete.

Se spesso a presidiare le piazze nei boschi sono stranieri, dalle indagini emerge che la clientela è prevalentemente italiana. Un dato che conferma come il fenomeno non sia isolato ma radicato sul territorio, alimentato da una domanda costante.

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