CronacaNovarese
Finto poliziotto al telefono: imprenditrice truffata per 96mila euro
Contatti con numeri clonati e conti “sicuri”: così i malviventi hanno convinto una donna a trasferire i soldi dell’azienda.
Una donna residente nel Novarese è stata vittima nelle scorse settimane di una sofisticata truffa informatica messa in atto da falsi operatori che si sono presentati come addetti Nexi e agenti della polizia. Il raggiro ha portato al trasferimento di oltre 96mila euro dai conti aziendali verso diversi conti correnti indicati dai truffatori. Le indagini della polizia hanno consentito di sequestrare parte delle somme e identificare alcuni dei responsabili.
Il messaggio sul telefono e la telefonata del falso agente
Tutto è iniziato con un sms che segnalava un presunto tentativo di frode bancaria ai danni di una società del Novarese. Il messaggio sembrava provenire dal circuito Nexi e invitava la vittima a contattare un numero indicato per bloccare eventuali operazioni sospette.
Pochi minuti dopo la chiamata, la donna è stata contattata da un uomo che si è qualificato come appartenente alla polizia. Sul display del telefono compariva realmente il numero della questura di Novara, falsificato attraverso la tecnica dello spoofing. Il truffatore ha spiegato che era necessario trasferire immediatamente il denaro aziendale su conti ritenuti sicuri.
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I bonifici e la scoperta della truffa
Seguendo le indicazioni ricevute al telefono, la vittima ha disposto più bonifici per una cifra complessiva superiore a 96mila euro. Solo successivamente ha compreso di essere stata raggirata e ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine, denunciando quanto accaduto alla vera polizia.
Gli investigatori hanno avviato subito gli accertamenti e contattato gli istituti bancari coinvolti per bloccare i movimenti di denaro. I soldi erano stati distribuiti su diversi conti correnti, una strategia utilizzata dai truffatori per rendere più difficile il recupero delle somme sottratte.
Sequestrati 36mila euro sui conti correnti
L’attività investigativa ha permesso di rintracciare e congelare circa 36mila euro ancora presenti sui conti destinatari dei bonifici. Tra questi c’era il conto intestato a un uomo di 40 anni, sul quale risultavano quasi 20mila euro, oltre a un conto riconducibile a una società collegata a uno degli indagati.
Sotto sequestro anche il conto corrente di una donna di 46 anni che aveva ricevuto un ulteriore trasferimento di denaro proveniente dalla vittima. Le indagini della polizia proseguono ora per ricostruire l’intera rete utilizzata per la truffa e individuare eventuali altri complici coinvolti nell’operazione.
Foto d’archivio
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