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Una folla a Fara per l’addio a Diana, morta a 16 anni. LE FOTO
Tantissimi al funerale della giovane studentessa: una malattia l’ha uccisa in un paio di settimane.
Una folla a Fara per l’addio a Diana, morta a 16 anni. Tantissimi al funerale della giovane studentessa: il male l’ha uccisa in un paio di settimane.
Una folla a Fara per l’addio a Diana, morta a 16 anni
Un silenzio quasi irreale ha avvolto piazza Libertà a Fara Novarese nel momento dell’arrivo del feretro di Diana Kolodiy. Martedì pomeriggio centinaia di persone, ammutolite e raccolte in un dolore composto, si sono strette attorno alla famiglia della sedicenne per l’ultimo, commosso saluto a una vita spezzata troppo presto da un male fulminante che non le ha lasciato scampo.
L’intera comunità farese ha voluto essere presente, testimoniando un abbraccio collettivo che ha unito amici, conoscenti e semplici cittadini. Tra i più provati, gli sconvolti compagni di scuola, che hanno reso omaggio a Diana portando ognuno una rosa, simbolo di un affetto profondo e sincero.
La vicinanza dei sacerdoti
La celebrazione funebre si è svolta nella chiesa dei Santi Martiri Fabiano e Sebastiano. Durante l’omelia, il parroco don Manuel Spadaccini e padre Yuriy Ivanyuta hanno rivolto parole di profonda umanità, invitando la comunità a non lasciare soli i genitori e il fratello di Diana e a restare loro vicini per sostenere il peso di un lutto così straziante. Una tragedia che ha scosso tutti e che, nelle parole dei celebranti, deve diventare occasione di unità e condivisione nella fede.
A interpretare il sentimento di sgomento dell’intero paese è stato anche il sindaco di Fara Novarese, Ennio Prolo, che ha proclamato il lutto cittadino in segno di rispetto per una giovane studentessa stimata da tutti per la sua brillantezza e per l’impegno nel sociale.
Un male che non ha lasciato scampo alla ragazza
Diana frequentava con successo il terzo anno del liceo scientifico al Convitto Carlo Alberto a Novara. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo tra i banchi di scuola e all’oratorio, dove la ragazza era un punto di riferimento per i più piccoli, apprezzata per la sua disponibilità e il suo sorriso.
Il tragico epilogo è iniziato con un improvviso malessere che non lasciava presagire conseguenze così drammatiche. Purtroppo gli accertamenti avevano portato a una diagnosi drammatica: un tumore particolarmente aggressivo. Nonostante i tentativi dei medici, il quadro clinico è peggiorato rapidamente fino all’esito più tragico.
Donati gli organi, ultimo atto di amore
Questo grande dolore si è anche trasformato in un ultimo grande atto d’amore. La famiglia ha infatti scelto di procedere con l’espianto degli organi, permettendo alla vitalità di Diana di continuare a vivere in altre persone.
Il ricordo della sua solarità, della dedizione verso il prossimo e dell’esempio di integrazione e altruismo che lei e la sua famiglia hanno sempre rappresentato rimarrà impresso nella memoria di chi ha avuto la fortuna di conoscerla. Una vita breve, ma ricca di significato. Il sorriso di Diana non verrà dimenticato.
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