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Morto dopo 552 giorni di coma, dolore per il giovane pallanuotista

Francesco Marchesi aveva solo 25 anni. «Ti porteremo sempre con noi: a ogni allenamento, a ogni partita, nella nostra vita».

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Morto dopo 552 giorni di coma, dolore per il giovane pallanuotista. Francesco Marchesi aveva solo 25 anni. «Ti porteremo sempre con noi: a ogni allenamento, a ogni partita, nella nostra vita».

Morto dopo 552 giorni di coma, dolore per il giovane pallanuotista

Sono stati celebrati l’altro giorno nella basilica di San Gaudenzio a Novara i funerali di Francesco Marchesi, il giovane di 25 anni che ha cessato di vivere l’1 maggio dopo un lungo periodo trascorso in stato vegetativo.

Per oltre un anno e mezzo – 552 giorni – la sua famiglia non ha mai smesso di sperare. I genitori Paola e Carlo, il fratello Lorenzo, insieme a parenti e amici, hanno atteso un segnale, un miglioramento che purtroppo non è mai arrivato. Francesco non ha mai ripreso conoscenza dopo un grave incidente stradale avvenuto il 26 ottobre 2024 in via Perlasca a Novara, quando l’auto che stava guidando era finita fuori strada, terminando la corsa sotto il guardrail.

Il ricorvero dopo l’incidente

Subito dopo lo schianto, il giovane era stato estratto dall’abitacolo dai vigili del fuoco e affidato alle cure del personale sanitario del 118. Il ricovero iniziale in una struttura specializzata a Zingonia era stato seguito dal trasferimento ai Cedri di Fara, dove è rimasto per tutto il lungo decorso clinico.

Grande la partecipazione al funerale, segno dell’affetto che circondava Francesco. Tra i momenti più toccanti, il saluto dei compagni della Waterpolo Novara, con cui condivideva la passione per lo sport: «Ti porteremo sempre con noi: a ogni allenamento, a ogni partita, nella nostra vita».

L’affettuoso ricordo dei compagni della pallanuoto

«Ciao Fra – scrivono dalla Waterpolo -. Per noi ragazzi scrivere un messaggio del genere è davvero difficile; avremmo preferito raccontare di una tua giocata o, ancora meglio, di qualche tua “trovata”. Sei stato un grande sportivo, un grande pallanuotista: un’ottima nuotata, ma soprattutto un gran tiro. Ma più di tutto, Fra, ci hai fatto morire dal ridere, fino a piegarci in due. Davvero tanto».

«Siamo stati un gruppo, dentro e soprattutto fuori dall’acqua. Abbiamo faticato in allenamento e in partita, per poi festeggiare insieme fuori. Ti salutano tutti i dirigenti: da quelli degli inizi fino a quelli di oggi. Tutti ti hanno voluto un gran bene. Ti salutano tutti i tuoi allenatori: li hai fatti impazzire, è vero, ma anche divertire e soprattutto apprezzare la tua persona e le tue qualità sportive. E infine ti salutiamo noi, i tuoi compagni, amici, fratelli: chi è stato con te fin dall’inizio e chi è arrivato dopo, ma ha avuto la fortuna di conoscerti. Racconteremo di te anche a chi non ti ha conosciuto, ne abbiamo veramente tante di storie… Un forte abbraccio a tuo fratello, ai tuoi genitori e a tutta la tua famiglia».

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