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CronacaNovarese

Aveva 23 anni il motociclista morto a Suno: ha sfondato il muro di un edificio

Nessun segno di frenata nella zona della tragedia, ordinata l’autopsia.

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Aveva 23 anni il motociclista morto a Suno: ha sfondato il muro di un edificio. Nessun segno di frenata nella zona della tragedia, ordinata l’autopsia.

Aveva 23 anni il motociclista morto a Suno: ha sfondato il muro di un edificio

Aveva solo 23 anni il giovane che ha perso la vita nel primo pomeriggio di domenica 3 maggio, lungo la statale 229 del lago d’Orta, nel territorio di Suno. L’ennesimo incidente mortale in un tratto già noto per la sua pericolosità, all’altezza della Baraggia.

Il ragazzo, residente in provincia di Milano, viaggiava in direzione Novara quando, per ragioni ancora da chiarire, ha perso il controllo della moto finendo contro il muro esterno di un edificio all’angolo con via Cavaglio, un locale che in passato ospitava un bar pizzeria. L’impatto è stato devastante, tanto da danneggiare pesantemente la struttura.

L’intervento dei soccorritori

Sul posto sono intervenuti i soccorsi del 118, supportati anche dall’elisoccorso decollato da Borgosesia, ma per il motociclista non c’è stato nulla da fare. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale di Borgomanero, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre ulteriori accertamenti.

I rilievi sono affidati alla polizia stradale, chiamata a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio ci sono una possibile velocità sostenuta, un malore improvviso oppure una manovra per evitare un ostacolo. Non risultano coinvolti altri veicoli e, secondo i primi elementi, sull’asfalto non sarebbero state rilevate tracce di frenata; anche le immagini di videosorveglianza della zona sembrerebbero escludere la presenza di altri mezzi.

Un incrocio a rischio

Quello della Baraggia è un incrocio da tempo al centro delle segnalazioni per la sua pericolosità: da anni si chiede la realizzazione di una rotatoria per migliorare la sicurezza e ridurre il rischio di nuovi incidenti.
Foto dal Corriere di Novara

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