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Varallo piange Emma: aveva chiuso il suo bar tre settimane fa
Sconcerto in città per la scomparsa della storica titolare del Caffè della Stazione.
Varallo piange Emma: aveva chiuso il suo bar tre settimane fa. Sconcerto in città per la scomparsa della storica titolare del Caffè della Stazione.
Varallo piange Emma: aveva chiuso il suo bar tre settimane fa
Una doccia fredda che Varallo non si aspettava di certo. Nella mattinata di oggi, lunedì 4 maggio, è morta Emma Consoli, 89enne, storica titolare del Caffè della Stazione. La donna aveva lasciato il lavoro appena tre settimane fa: giovedì 16 aprile aveva infatti tirato su per l’ultima volta la saracinesca del locale, con la prospettiva di godersi un po’ di pensione.
Invece questa mattina la notizia della sua scomparsa ha cominciato a girare in città e a rimbalzare nel solito tam-tam dei social. Visto il mestiere, era una donna conosciutissima in tutta la città e anche oltre. «Carissima Emma – scrive il prevosto don Roberto Collarini -, ti saluto con affetto e ti esprimo tutta la mia gratitudine per averti conosciuta ed apprezzata sia negli orari mattinieri nel tuo bar della stazione, sia nel servizio al tuo ristorante… e poi naturalmente nei tanti pellegrinaggi parrocchiali e nel Santuario di Lourdes. Una preghiera speciale per te! Vicino con il cuore alla tua famiglia».
Al bar per 57 anni
Emma Consoli aveva gestito il Caffè della Stazione per ben 57 anni: una vita intera. Tant’è che il locale era diventato nel tempo un vero punto di riferimento per la città ma anche per tanti turisti che visitavano la città. Negli anni passati, la vicinanza con i binari della ferrovia ne aveva fatto un punto di passaggio imprescindibile per studenti e pensionati, almeno finché c’erano le corse quotidiane del treno.
La chiusura di metà aprile aveva rappresentato un po’ anche la fine di un’epoca, un capitolo di storia cittadina che si chiude. Nel suo messaggio di saluto, il vice sindaco Eraldo Botta aveva voluto ringraziare Emma per “ogni caffè servito con il sorriso” e per quella presenza costante che ha accompagnato intere generazioni, sottolineando come il suo bar sia stato “un pezzo di storia, un luogo di umanità vera”.
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