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AttualitàSerravalle e Grignasco

Addio a Maria Teresa Pascarelli, Grignasco saluta una pittrice dell’anima

Cerimonia privata per l’ultimo saluto. Le sue opere hanno raccontato paesaggi, memoria e affetti tra Valsesia, Valle d’Aosta e pianura vercellese.

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Nei giorni scorsi, in una cerimonia privata, a Grignasco è stato dato l’ultimo saluto a Maria Teresa Pascarelli, artista apprezzata nel territorio per la sensibilità delle sue opere e per il suo stile discreto e poetico. La famiglia ha rispettato la volontà della pittrice di un addio raccolto e lontano dai riflettori.

Sulla bara chiara era stato deposto un cofano colorato, composto con fiori dai toni vivaci che richiamavano la tavolozza della pittrice. Nell’epigrafe, il messaggio scelto dai familiari: “Corri oltre l’infinito del cielo, la tua luce sarà la nostra guida”. Parole che hanno accompagnato un commiato vissuto con grande intensità emotiva.

Un’artista legata al territorio

Maria Teresa Pascarelli aveva saputo raccontare il territorio attraverso oli, acquerelli e pastelli. Nelle sue opere comparivano le risaie vercellesi, le colline di Grignasco, gli alpeggi valsesiani e i paesaggi della Valle d’Aosta, terra in cui era nata, a Chambave.

Nel corso degli anni aveva esposto in numerose mostre personali e collettive tra Varallo, Grignasco, Novara, Ivrea e Castellamonte. Le esposizioni “I nostri luoghi” e “Momenti” avevano messo in evidenza una pittura intimista, capace di trasformare il paesaggio in memoria e sentimento.
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Maria Teresa Pescarelli con l’artista Ada Negri

La ricerca artistica e la formazione

Come ricorda Piera Mazzone, direttrice della biblioteca di Varallo, Maria Teresa Pascarelli non era una semplice appassionata d’arte. Aveva seguito corsi di disegno dal vero, incisione su zinco e si era diplomata in pittura e decorazione, approfondendo negli anni diverse tecniche espressive e una personale ricerca sul colore.

Nelle sue ultime esposizioni il colore diventava protagonista assoluto, quasi a dissolvere la realtà in visioni interiori. Figure, ricordi e frammenti di vita riaffioravano attraverso immagini leggere e sospese. Opere che raccontavano il tempo, la memoria e la delicatezza delle emozioni quotidiane.

Con il marito Pino Vurro

I ricordi della famiglia e degli amici

Durante il commiato, amici e parenti si sono raccolti in semicerchio per ricordarla attraverso parole, poesie e testimonianze personali. Il marito Pino Vurro ha letto i versi di Eugenio Montale dedicati all’assenza e al dolore della perdita, mentre Federica Perazzi ha proposto il testo “La morte non è niente”.

Molto toccante anche il ricordo delle nipoti Giorgia e Gaia, che hanno descritto la nonna come una seconda mamma, capace di insegnare creatività, cura e amore quotidiano. Tra i ricordi più semplici e autentici sono riaffiorati i momenti trascorsi in famiglia, i disegni, la cucina e quella gentilezza che, come la sua arte, continuerà a restare viva nel tempo.

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