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Dalla Francia a Postua sulle orme del bisnonno: Pénélope torna a casa dopo un secolo
Più di mille chilometri in bici per ripercorere al contrario il viaggio dell’emigrazione fatto da Aristide Viano.
Dalla Francia a Postua in bicicletta, più di mille di chilometri attraversando le Alpi per raggiungere il paese dal quale, un secolo fa, era partito il suo bisnonno. Protagonista di questo particolare viaggio è Pénélope Fleurot, discendente della famiglia Viano, arrivata nei giorni scorsi nel piccolo comune valsesiano dopo aver ripercorso in senso inverso la strada dell’emigrazione.
Ad accoglierla a Postua sono stati la comunità locale e gli amministratori, che hanno condiviso con lei un momento carico di emozione. Quello di Pénélope non è stato infatti soltanto un lungo percorso attraverso due Paesi, ma soprattutto un viaggio nella memoria familiare, alla ricerca dei luoghi dai quali ebbe inizio una storia destinata a proseguire in Francia.
Cent’anni fa la partenza di Aristide
Per comprendere il significato dell’impresa bisogna tornare indietro di circa un secolo, agli anni Dieci e Venti. Fu allora che Aristide, bisnonno di Pénélope, lasciò Postua per cercare fortuna in Francia. Una scelta condivisa all’epoca da tanti valsesiani, costretti o spinti dalle condizioni economiche a cercare nuove opportunità lontano dalle proprie montagne.
Aristide portava con sé soprattutto la capacità di lavorare e quella maestria manuale che aveva caratterizzato generazioni di emigranti provenienti dalle vallate piemontesi. La destinazione del suo viaggio fu Châtillon-sur-Indre, comune francese dove dal 1923 riuscì progressivamente a costruirsi una nuova vita senza cancellare il legame con la terra dalla quale era partito.
In Francia costruì un’impresa
Sacrificio e determinazione permisero ad Aristide di affermarsi nella nuova realtà. A Châtillon-sur-Indre fondò un’importante impresa edile, mettendo a frutto le proprie competenze e contribuendo con il suo lavoro anche allo sviluppo del territorio che lo aveva accolto. Una storia personale che richiama quella di tanti emigranti valsesiani partiti tra Ottocento e Novecento.
A distanza di un secolo Pénélope ha deciso di invertire la direzione di quel viaggio. È partita proprio da Châtillon-sur-Indre con l’obiettivo di raggiungere Postua attraverso un lungo percorso affrontato a piedi e su ruote. Più di mille di chilometri attraverso la Francia, fino all’attraversamento delle Alpi e all’ingresso nella terra delle proprie origini.
L’emozione dell’arrivo a Postua
L’arrivo nel paese valsesiano ha rappresentato il momento conclusivo di questo lungo viaggio. Pénélope è stata accolta con calore dalla comunità e dalle autorità locali, in una giornata nella quale la sua vicenda familiare è diventata anche una storia collettiva. Perché quella di Aristide non è stata un’eccezione, ma appartiene a un capitolo importante della memoria di queste montagne.
La sua impresa racconta così qualcosa che va oltre una vicenda familiare. Dimostra quanto le radici possano continuare a essere forti anche quando trascorrono le generazioni e aumentano le distanze. Aristide partì da Postua verso Châtillon-sur-Indre per costruire il proprio futuro. Cent’anni dopo Pénélope ha compiuto la strada inversa per ritrovare il luogo dove tutto era cominciato.
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