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«Offriamo noi»: la piccola colletta di Coggiola per dire grazie ai volontari Aib

Dopo dodici ore tra fiamme, fumo e fatica, una sorpresa al bar. Un gesto per dire: siamo con voi.

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Dopo dodici ore passate a combattere l’incendio in Valsessera, un gruppo di volontari Aib scende dal bosco, stanco e provato, e si ferma in un bar di Coggiola per bere qualcosa prima di rientrare. È qui che arriva la sorpresa: non devono pagare nulla.

La barista, una parrucchiera e altre persone del paese hanno fatto una piccola colletta per offrire qualcosa agli uomini impegnati da giorni contro le fiamme. A raccontare l’episodio, accaduto mentre l’emergenza incendi continua a mettere a dura prova il territorio, è Giacomo Moscarola, volontario Aib e consigliere comunale a Biella.

Dodici ore tra fiamme, fumo e caldo

«Ci sono giornate che lasciano il segno. E poi ci sono gesti che ti restano nel cuore». Inizia così il racconto di Moscarola, che restituisce anche la dimensione umana di una battaglia che ormai prosegue da molti giorni sui versanti della Valsessera.

«Da giorni siamo impegnati sul fronte, tra fiamme, fumo, caldo e terreni difficili. Un lavoro duro, fatto di fatica e concentrazione». Per i volontari Aib significa sottrarre ore al lavoro, alle famiglie e al riposo. Quel giorno, dopo dodici ore consecutive sul fronte, la stanchezza era particolarmente pesante. Prima di tornare a casa, la squadra ha deciso così di fermarsi in un locale di Coggiola.

«Non dovete pagare, abbiamo fatto una colletta»

Al momento di pagare le consumazioni è arrivata però una risposta inattesa. La barista ha spiegato ai volontari che qualcuno aveva già pensato a loro: insieme a una parrucchiera e ad altri cittadini di Coggiola era stata organizzata una colletta proprio per offrire qualcosa da bere o da mangiare alle persone impegnate nell’incendio.

«Ci siamo quasi sentiti in imbarazzo, perché non ci aspettavamo nulla», racconta Moscarola. Ma dietro quel caffè, una bibita o qualcosa da mangiare c’era molto di più del semplice valore economico. Era il modo scelto da alcune persone della valle per far capire ai volontari che il loro lavoro, spesso lontano dagli occhi della gente, non passa inosservato.

Un grazie che dà la forza di tornare sul fronte

«Dietro una divisa, dietro un casco, dietro quelle 12 ore passate a lavorare sul fronte dell’incendio, ci sono persone», ricorda il volontario. Persone con un lavoro, una famiglia e la stessa stanchezza di chiunque altro, ma che in queste giornate hanno scelto di mettere tempo ed energie a disposizione della comunità.

E quella piccola colletta assume così un significato completamente diverso. «Era un modo semplice e bellissimo per dirci: “Vi vediamo. Sappiamo quello che state facendo. Grazie”». Un gesto spontaneo, nato lontano dai luoghi istituzionali e proprio per questo capace di raccontare il legame che in queste giornate difficili si è creato tra chi combatte direttamente le fiamme e chi aspetta a valle.

«L’incendio non vuole arrendersi. Noi nemmeno»

L’emergenza, intanto, continua. Anche oggi, venerdì 14 agosto, Canadair, elicotteri, vigili del fuoco e volontari Aib sono impegnati sui numerosi fronti ancora aperti, dal Monte Barone alla valle dello Strona, fino alla delicata zona tra Piane e Noveis.

Ma in mezzo alle immagini delle montagne bruciate e alle colonne di fumo che da giorni accompagnano la vita della Valsessera, c’è spazio anche per una storia diversa. Moscarola conclude ringraziando la barista, la parrucchiera e tutti gli abitanti che hanno partecipato alla colletta. E lo fa con una frase che sintetizza lo spirito con cui i volontari stanno affrontando questi giorni: «L’incendio ancora non vuole arrendersi. Noi nemmeno. Finché ci sarà bisogno, saremo lì».

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