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Pratrivero e Ponzone, l’oratorio riapre grazie a un gruppo di mamme

Volontarie della parrocchia si sono prese l’impegno di gestire le attività.

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Pratrivero e Ponzone, l’oratorio riapre grazie a un gruppo di mamme. Volontarie della parrocchia si sono prese l’impegno di gestire le attività.

Pratrivero e Ponzone, l’oratorio riapre grazie a un gruppo di mamme

Luoghi per stare insieme, per ritrovare il piacere di dialogare, di giocare lasciando il cellulare lontano. I progetti degli oratori delle parrocchie del Triverese vogliono proprio essere questo: un modo per i ragazzi di stare insieme, facendo comunità. A gestirli alcune mamme che si sono date disponibili ad aprire i locali e a “controllare” i giovani.

«Dopo i centri estivi – spiega il parroco don Emanuele Biasetti – durante la serata conclusiva è nata questa idea e ho chiesto se c’erano delle mamme disponibili ad aprire l’oratorio in settimana e durante l’anno. È partita così una “cordata” di mamme che stanno tenendo aperti gli oratori di Pratrivero e Ponzone. È un bel progetto per coinvolgere i ragazzi e per offrire un luogo dove stare. Un ringraziamento va a chi si è reso disponibile a dare una grossa mano».

Gli orari di apertura

A Pratrivero l’apertura è in alcune domeniche pomeriggio dalle 14 alle 17. Il prossimo incontro sarà il 10 maggio. A Ponzone invece, l’oratorio apre le sue porte al venerdì dalle 17 alle 19: venerdì scorso era aperto.

«Ci ritroviamo nei locali – spiega Cristiana, una delle mamme coinvolte nel progetto – portiamo dei giochi in scatola, li seguiamo e prepariamo la merenda. I ragazzi che partecipano sono quelli della scuola primaria e media. Alcuni genitori che hanno piacere, magari si fermano un attimo a chiacchierare. È un modo per stare insieme». A essere coinvolte sono una decina di mamme che danno il loro importante supporto e la loro disponibilità.

Ritrovare il gusto di giocare

«La cadenza con cui si apre – continua Cristiana – è ogni due o tre settimane. L’obiettivo è quello di creare un punto di riferimento per i nostri ragazzi, per ritrovare il gusto di giocare. I giovani sono contenti, hanno la possibilità di ritrovarsi in un ambiente sereno, di parlare guardandosi in faccia e non attraverso lo schermo del cellulare. Questo è decisamente un bel messaggio».

«Ci sono poi a disposizione diversi giochi e poi si può uscire a giocare a pallone. Si punta ad avere più persone a disposizione così da poter incrementare le aperture degli oratori. Siamo comunque contente perché i ragazzi hanno ancora voglia di ritrovarsi, di avere un punto di aggregazione. L’adesione c’è e questo testimonia che il progetto è stato recepito e poi è un modo per rianimare i nostri paesi».

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