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Toccamenti e molestie sul lavoro a Valdilana, la Procura chiede di archiviare

Sotto accusa un caporeparto di un’azienda tessile. Ma per il pm la ricostruzione non tiene.

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Toccamentie molestie sul lavoro a Valdilana, la Procura chiede di archiviare. Sotto accusa un caporeparto di un’azienda tessile. Ma per il pm la ricostruzione non tiene.

Toccamenti e molestie sul lavoro a Valdilana, la Procura chiede di archiviare

La Procura di Biella ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti di un uomo cinquantenne, responsabile di reparto in un’azienda tessile di Valdilana, denunciato da una sua ex dipendente.

A motivare la richiesta è stato il pubblico ministero Dario Bernardeschi che, durante l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari, ha sottolineato come non sia emerso con sufficiente chiarezza se uno dei presunti toccamenti denunciati dalla donna sia avvenuto «sul seno o immediatamente sotto». Un passaggio ritenuto decisivo dalla Procura, dal momento che – agli atti – il seno è considerato zona erogena, mentre l’area immediatamente sottostante no. Ma sono parecchi altri i punti non chiari, secondo il pm.

La querela nel 2024

La donna, operaia dell’azienda per 26 anni, aveva presentato querela nel luglio del 2024, alcuni mesi dopo essersi dimessa, indicando una serie di episodi che si sarebbero verificati già in precedenza. Nella denuncia si parla di «toccamenti sul seno», «atteggiamenti confidenziali» e «richieste di prestazioni sessuali» da parte del suo diretto responsabile.

Tra gli episodi più gravi raccontati, uno risalente al periodo successivo al rientro al lavoro dopo l’emergenza Covid, nel 2021: secondo quanto denunciato, l’uomo si sarebbe abbassato i pantaloni con la «scusa di mostrare il rigonfiamento di un’ernia inguinale», rimanendo in mutande. La lavoratrice, sotto choc, sarebbe fuggita in bagno in lacrime per sottrarsi a quello che ha definito un «gesto osceno e sessualmente esplicito».

L’accusa di maltrattamenti

La donna ha riferito di essersi sentita vittima di «condotte mobizzanti e persecutorie», tali da provocarle uno stato di «choc e terrore». Oltre all’ipotesi di violenza sessuale, la denuncia comprendeva anche l’accusa di maltrattamenti.

Su questo punto, però, la Procura ha evidenziato come la normativa sui maltrattamenti non possa essere applicata al contesto in questione: un’azienda con circa 40 dipendenti non può essere equiparata, secondo il pm, a un ambiente familiare o para-familiare, ambito per il quale la norma è stata concepita.

La decisione spetta ora al giudice

Tra le ragioni della richiesta di archiviazione figura infine la tardività della querela. Secondo la Procura, il lasso di tempo intercorso tra i fatti denunciati e la presentazione dell’esposto – avvenuta dopo le dimissioni della donna, rassegnate nel marzo 2024 – risulta troppo ampio per procedere penalmente.

Ora spetterà al giudice per le indagini preliminari decidere se accogliere la richiesta di archiviazione o disporre ulteriori approfondimenti sul caso.

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