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Luca Sanna, l’americano del Gattinara: insegna educazione fisica in una scuola dell’infanzia

Difensore classe 1998, genitori e nonni italiani, in estate si è trasferito nella città del vino.

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Luca Sanna, l’americano del Gattinara: difensore classe 1998, genitori e nonni italiani, insegna educazione fisica in una scuola dell’infanzia.

Sanna, un americano a Gattinara

Dagli Stati Uniti d’America all’Italia il passo è breve. Per esserne certi basta chiedere conferma a Luca Sanna che in estate da New York è arrivato a Gattinara per giocare nella squadra di calcio della città del vino, quarto in classifica nel girone B di Prima categoria.

Un lungo viaggio che il difensore classe 1998 racconta così: «Sono cresciuto in una famiglia di origine italiana. Ho giocato a calcio e studiato all’Università a New York. Mentre andavo a scuola ho avuto esperienze calcistiche in Europa, giocando in Germania e partecipando al Torneo di Viareggio».

In America, invece, Sanna ha vestito le maglie di Iona College, Concordia College e UYSS New York, disputando appunto la Viareggio Cup del 2018, durante la quale ha affrontato anche Milan e Pro Vercelli. In Germania ha giocato nel VfR Mannheim.

Poi l’arrivo in Piemonte: «A luglio mi sono trasferito come esperienza in Italia e ho iniziato a giocare nel Gattinara. Qui mi trovo benissimo con società, staff e compagni. Purtroppo a causa di problemi fisici finora ho trovato poco spazio in campo ma a febbraio sarò pronto al rientro».

A Gattinara, e nel Gattinara, Sanna però non gioca soltanto a calcio: «Lavoro in un asilo, dove insegno educazione fisica e alleno una squadra di Primi calci del Gattinara».

Difensore centrale o terzino destro, Sanna prova a spiegare le differenze tra il calcio nostrano e quello americano: «Negli Usa non manca il talento, però qui ci sono molte più idee tattiche e organizzazione di gioco».

Il difensore del Gattinara, di fatto vive sulla sua pelle una doppia realtà: «Quando sto in America mi sento italiano; nonni e genitori sono italiani e conoscono usi e costumi dell’Italia. Quando sono qui invece provo grande orgoglio americano». E dove vede il suo futuro? «Mi piacerebbe proseguire la mia carriera nel mondo del calcio, prima da giocatore e poi magari diventando allenatore. Ruoli che vorrei fare qui o negli Usa. Ma preferirei restare in Italia».

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