AttualitàVarallo e alta Valsesia
L’Alpàa celebra i suoi 50 anni: oggi a Varallo si apre la grande festa
Dieci giorni di eventi e iniziative per tutti. Ecco le regole per la sicurezza ai concerti: controlli agli ingressi, oggetti vietati (anche l’Autan) e non più di 2940 persone.
È il giorno dell’Alpàa. Oggi, venerdì 10 luglio, Varallo inaugura ufficialmente la 50ma edizione della manifestazione che da mezzo secolo rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’estate piemontese. Alle 18, nel parco di Villa Durio, sede del municipio, sarà inaugurata la mostra dedicata ai cinquant’anni della manifestazione, mentre alle 21, in piazza Vittorio Emanuele II, si terrà la cerimonia ufficiale con il saluto delle autorità. A seguire, il primo grande spettacolo della rassegna, “Voglio tornare negli anni ’90”, darà il via a dieci giorni di musica, eventi e divertimento. Tutto il programma sul sito ufficiale della manifestazione.
Non è un’edizione come le altre. Il traguardo dei cinquant’anni arriva dopo mesi complessi sul piano organizzativo ed economico e rappresenta molto più di un semplice anniversario. È il segno della volontà di un territorio di continuare a credere in una manifestazione diventata parte integrante dell’identità della Valsesia, grazie al lavoro del Comitato Alpàa, dei volontari e di tutte le realtà che contribuiscono alla sua riuscita.

Gianni Iacolino, presidente del Comitato Alpàa
Un anniversario che guarda al futuro
Il numero cinquanta accompagnerà ogni angolo della manifestazione. La mostra fotografica allestita nel parco del municipio ripercorrerà mezzo secolo di storia attraverso immagini, manifesti e ricordi, raccontando come l’Alpàa sia cresciuta insieme alla città e al territorio.
Un’altra iniziativa simbolica sarà la realizzazione dal vivo di un’opera celebrativa, alla quale lavoreranno insieme artigiani del legno, della pietra, del ferro e del vetro. La creazione è collocata all’ingresso di Varallo, nella zona di Casa Serena, e diventerà un ricordo permanente del cinquantesimo anniversario.
L’edizione 2026 guarda anche all’innovazione. Debutta infatti la nuova App ufficiale, pensata per permettere ai visitatori di consultare il programma, orientarsi tra le varie aree della manifestazione e ricevere aggiornamenti in tempo reale. Novità anche per la viabilità, con il nuovo sistema di parcheggi a tariffa unica valido per tutta la durata della manifestazione.
Concerti, sapori e un’intera città da vivere
Il cuore pulsante dell’Alpàa resterà il grande palco di piazza Vittorio Emanuele II. Dopo lo spettacolo inaugurale di questa sera arriveranno, nelle serate successive, Luca Dirisio e Paolo Meneguzzi, Sergio Cortés con il tributo a Michael Jackson, Nek, Gaia, Fabrizio Moro, Davide Van De Sfroos, Rkomi, la serata dedicata alle vecchie glorie della Dufour Varallo con l’Alpàa Party e il gran finale affidato a Sal Da Vinci.
Ma ridurre l’Alpàa ai soli concerti sarebbe impossibile. Per dieci giorni il centro storico offrirà decine di appuntamenti tra il Palazzo dell’artigianato, la Piazza del Gusto, il Parco d’Adda con le Pro loco e la musica dal vivo, il mercato con espositori provenienti da tutta Italia, mostre, visite guidate, conferenze, iniziative per bambini ed eventi culturali distribuiti nelle vie e nelle piazze cittadine.

Sicurezza: le regole per vivere la festa senza pensieri
L’edizione del cinquantenario sarà accompagnata da un importante piano di sicurezza, studiato per garantire il regolare svolgimento degli eventi e permettere al pubblico di divertirsi in tranquillità.
Tra le principali indicazioni diffuse dagli organizzatori figurano:
- capienza massima di piazza Vittorio Emanuele II fissata a 2.940 persone;
- controlli agli ingressi durante le serate dei concerti;
- transenne predisposte per gestire i flussi e consentire il riaccesso quando possibile dopo il deflusso del pubblico;
- divieto di introdurre bottiglie chiuse, borracce e contenitori di qualsiasi tipo;
- vietati anche powerbank, spray e repellenti contenenti alcol (tipo Autan), sigarette elettroniche di grandi dimensioni, macchine fotografiche professionali, armi e oggetti pericolosi.
L’obiettivo, spiegano gli organizzatori, è semplice: consentire a tutti di vivere la piazza in sicurezza senza rinunciare al divertimento.

Dietro la festa il lavoro di decine di persone
Dietro un evento capace di richiamare migliaia di visitatori c’è una macchina organizzativa sorprendentemente snella. Il coordinamento dell’intera manifestazione è affidato a soli quattordici volontari del Comitato Alpàa, impegnati per mesi tra autorizzazioni, rapporti con enti, artisti, espositori, sponsor e gestione della sicurezza.
Accanto a loro lavorano poi decine di addetti ai parcheggi, steward, tecnici, operatori della sicurezza, volontari delle associazioni e personale impegnato nelle diverse aree della manifestazione.

Molto più di una festa
«L’impegno richiesto è importante – spiega il presidente del Comitato Alpàa, Gianni Iacolino –. Tutti abbiamo un lavoro e troviamo il tempo per occuparci dell’organizzazione. La parte più impegnativa riguarda gli aspetti burocratici, la sicurezza e la necessità di trovare ogni anno soluzioni concrete ai problemi che si presentano».
Ed è proprio questo spirito a rendere ancora più significativo il via dell’edizione 2026. Cinquant’anni dopo la prima volta, l’Alpàa continua a essere molto più di una festa: è il racconto di una comunità che, attraverso musica, cultura, tradizioni e volontariato, rinnova ogni estate uno degli appuntamenti più amati del Piemonte.
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