AttualitàVarallo e alta Valsesia
«Disagi inaccettabili». L’Unione montana Valsesia contro l’Atap dopo le corse cancellate
Pendolari a piedi: il presidente Francesco Pietrasanta scrive all’azienda trasporti e chiede garanzie.
Corse soppresse con studenti e lavoratori rimasti a piedi perché l’Atap era rimasta a corto di autisti. È questo il quadro denunciato dall’Unione montana Valsesia, che ha inviato una dura lettera ad Atap dopo i problemi registrati nei giorni 8, 11, 12 e 15 maggio sulle linee della Valsesia e della Valsessera. Nel documento, firmato dal presidente Francesco Pietrasanta, si parla di “gravissima situazione” e di “territori trattati come aree di serie B”.
“Territori isolati”: la protesta dell’Unione montana
Nella lettera, l’Unione montana parla di una “settimana nera” per il trasporto pubblico locale. Al centro della protesta ci sono le corse cancellate per la mancanza di autisti e di personale. Una situazione che, secondo l’ente, ha creato forti difficoltà soprattutto nei collegamenti delle aree montane.
Pietrasanta sottolinea come le vallate siano già penalizzate dalla conformazione geografica. La cancellazione di linee considerate strategiche, come la corsa delle 6.22 della linea 50 Borgosesia-Vercelli, avrebbe lasciato senza alternative decine di pendolari diretti a scuola, al lavoro o verso strutture sanitarie.
“Il trasporto pubblico non è un lusso”
Nel documento viene evidenziato che il problema non riguarda solo i ritardi o i disservizi occasionali. Secondo l’Unione montana, l’assenza di navette sostitutive e la soppressione improvvisa delle corse rischiano di aumentare l’isolamento dei comuni della Valsesia e della Valsessera.
«Il trasporto pubblico nelle aree montane non è un lusso, ma un diritto», scrive Pietrasanta, che lega direttamente il tema della mobilità al rischio di spopolamento del territorio. L’ente riconosce le difficoltà legate alla carenza cronica di autisti, ma giudica inaccettabile che a pagarne le conseguenze siano cittadini, famiglie e lavoratori.
Le richieste rivolte ad Atap e alla Regione
L’Unione montana chiede ora risposte rapide e un confronto istituzionale per affrontare la situazione. Nella lettera vengono avanzate precise richieste rivolte ad Atap e agli enti coinvolti.
Tra i punti indicati figurano:
- spiegazioni immediate sulle cause della disorganizzazione del servizio;
- il ripristino regolare delle tratte soppresse;
- un piano concreto per evitare nuovi disservizi;
- un tavolo urgente con Regione Piemonte, Prefettura e Provincia.
L’obiettivo dichiarato è quello di ridefinire il futuro del trasporto pubblico nelle aree montane, evitando che Valsesia e Valsessera restino penalizzate nei collegamenti quotidiani.
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