Seguici su

CronacaVarallo e alta Valsesia

In Piemonte a fuoco 800 ettari di bosco. La Valsesia da sola perde 450 ettari

Una strage di circa 700mila alberi, gravi i danni alla biodiversità. La Regione annuncia interventi di ripristino.

Pubblicato

il

È la Valsesia il territorio che sta pagando il prezzo più alto dell’emergenza incendi che ha colpito il Piemonte negli ultimi giorni. Secondo il bilancio provvisorio diffuso dalla Regione, tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola sono già andati distrutti tra gli 800 e i 900 ettari di bosco, dei quali circa 450 si trovano proprio in Valsesia. Le fiamme, alimentate da caldo, siccità e vento, sono state innescate dai fulmini caduti durante i temporali dei giorni scorsi.

L’emergenza rappresenta una delle più gravi degli ultimi anni. La lunga assenza di piogge, le temperature eccezionalmente elevate registrate tra la fine di maggio e l’inizio di luglio e il forte foehn hanno creato condizioni ideali per la propagazione degli incendi. I bollettini di Arpa Piemonte avevano già segnalato un livello di rischio elevato, ulteriormente aggravato nella giornata dell’8 luglio.

Oltre 700mila alberi perduti e biodiversità a rischio

Il bilancio ambientale è pesantissimo. Nelle aree interessate dai roghi si stima siano andati perduti circa 700mila alberi, con effetti destinati a protrarsi per decenni. Oltre alla vegetazione, gli incendi stanno compromettendo habitat fondamentali per numerose specie animali, costringendo molti mammiferi selvatici a spostarsi verso le aree abitate.

Le principali aree colpite sono:

  • Valsesia: circa 450 ettari di bosco distrutti;
  • Premosello Chiovenda: 226 ettari bruciati, con gravi danni a querceti, faggete e boschi pionieri;
  • Valle Soana: vasto incendio nel territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso, dove le fiamme hanno raggiunto boschi di abeti e larici.

Secondo le stime della Regione, la ricostruzione naturale sarà molto lenta. Nei primi anni torneranno erbe e arbusti, mentre serviranno tra i 15 e i 20 anni per vedere ricrescere un bosco giovane. Per il recupero completo degli ecosistemi forestali saranno invece necessari oltre 50 anni.

La Regione: «Pronti ai ripristini forestali»

L’assessore all’ambiente Matteo Marnati ha evidenziato il valore del lavoro svolto dai soccorritori: «Ogni ettaro di bosco perso è una ferita al cuore del pianeta. I vigili del fuoco, i piloti dei mezzi aerei e i volontari Aib stanno lottando contro un inferno di fiamme per proteggere la nostra casa comune».

Marnati ha inoltre spiegato che le simulazioni elaborate da Arpa Piemonte e dalla Regione dimostrano come l’intervento coordinato abbia evitato conseguenze ancora più gravi. Senza il tempestivo contenimento degli incendi sarebbero potuti andare distrutti altri 3.500 ettari di foresta, con la perdita di oltre tre milioni di alberi e il coinvolgimento di diverse frazioni abitate.

Anche l’assessore alla montagna Marco Gallo ha confermato che la Regione è pronta ad avviare i ripristini forestali non appena le condizioni lo consentiranno, privilegiando però, dove possibile, la naturale capacità di rigenerazione dei boschi prima di ricorrere a nuovi impianti. Intanto Arpa Piemonte rassicura sul fronte sanitario: i monitoraggi della qualità dell’aria non hanno evidenziato concentrazioni di sostanze tali da rappresentare un rischio per la salute della popolazione, con i valori delle polveri sottili già in netto calo nella giornata del 10 luglio.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *