AttualitàVarallo e alta Valsesia
Quella storica sfida tra italiani e francesi per l’osservatorio più alto del mondo
Il laboratorio alla Capanna Margherita passò al primo posto dopo lo sprofondamento dello Janssen.
Quella storica sfida tra italiani e francesi per l’osservatorio più alto del mondo. Il laboratorio alla Capanna Margherita passò al primo posto dopo lo sprofondamento dello Janssen.
Quella storica sfida tra italiani e francesi per l’osservatorio più alto
Fra emulazione e competizione, la vicenda della Capanna Regina Margherita, a cui è dedicata la mostra inaugurata lunedì 27 aprile a Varallo, è stata anche la storia di un lungo confronto con la Francia.
Nello spirito della Belle Époque, con la sua fiducia nella ragione e l’esaltazione della scienza, la conoscenza degli ambienti montani di alta quota contagiò l’Europa e non solo. Nel 1891, sul Monte Bianco, i francesi realizzarono la Capanna Vallot (4.362 metri) come laboratorio di fisiologia e osservatorio astronomico e meteorologico.
L’osservatorio di Gustave Eiffel
Parigi tuttavia, desiderava un primato mondiale e perciò concepì un osservatorio sulla cima del Tetto d’Europa (4.810 metri), alla cui realizzazione fu coinvolto anche Gustave Eiffel, il progettista della torre omonima.
Qui occorre un breve passo indietro. Il Trattato di Torino del 1861 stabiliva il confine sullo spartiacque, condividendo la cima del Monte Bianco con l’Italia; nel 1865 però, venne data alle stampe la mappa di Mieulet, che annetteva la vetta alla Francia: una frode tuttora irrisolta, in base alla quale Parigi poté fregiarsi dell’osservatorio più alto del mondo, l’Osservatorio Janssen.
La risposta italiana sul Monte Rosa
È qui che la competizione con i cugini d’oltralpe si fece serrata. Nel dicembre 1893, Gaudenzio Sella sollecitò gli scienziati italiani a seguirne l’esempio per «costruire sulla Punta Gnifetti un Osservatorio propriamente detto».
Nella sua relazione al Club alpino italiano, fece notare che l’Osservatorio Janssen era stato fondato sulla neve «inconveniente questo gravissimo e che occasionerà ingenti spese per la sua conservazione», mentre sul Monte Rosa si poteva costruire sulla roccia, erigendo muri di pietra.
Il Janssen distrutto nel crepaccio
Il rilievo del Sella si rivelò profetico, perché nel 1909 l’Osservatorio Janssen fu inghiottito dal ghiacciaio sommitale insieme ai sogni di grandeur. Da quel momento, la Capanna Regina Margherita divenne la stazione meteorologica più alta del mondo (oggi seconda d’Europa).
A dirigerla fu per molti anni il gressonaro Umberto Mònterin. Non essendo l’osservatorio presidiato nel periodo invernale, Mònterin lasciò in funzione un termometro a minima, che nel gelido febbraio 1929 registrò una punta di -41 gradi.
L’automatizzazione del 2003
Dopo varie vicissitudini e periodi di abbandono, nell’agosto 2003 Arpa Piemonte decise di automatizzare i rilevamenti meteorologici. In questo tempo, la minima raggiunta sul Monte Rosa è stata di -37,3 il 25 gennaio 2005; si è inoltre potuto documentare la straordinaria sequenza di notti senza gelo occorse il 4-7 settembre 2023.
La gara con il Monte Bianco è stata riaperta nel luglio 2015 da Arpa Valle d’Aosta, che sul versante italiano del Colle Major (4.750 m) ha installato una centralina automatica. Una strumentazione che, durante le irruzioni di aria artica, segna mediamente valori di 1,5/2 °C inferiori a quelli del Monte Rosa a causa della quota più elevata (190 metri circa).
Stefano Di Battista
Foto di copertina da www.mountainmuseums.org
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