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«Salviamo il ponte pedonale di Piaggiogna»: a Boccioleto nasce un comitato

Cittadini in mobilitazione per chiedere che lo storico manufatto non diventi percorribile dalle auto.

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Un comitato spontaneo è nato a tutela del ponte di Piaggiogna, nel territorio di Boccioleto, in Val Sermenza. Nei giorni scorsi un gruppo di cittadini si è ritrovato sullo storico manufatto in pietra per lanciare un appello pubblico: salvare il ponte e conservarne l’identità.

Sul posto è stato esposto uno striscione con un messaggio diretto: «Voi che amate la Val Sermenza aiutateci, salviamo questo ponte». Un’iniziativa simbolica, ma molto sentita, nata dalla preoccupazione per il futuro di uno dei luoghi più suggestivi della valle.

«La bellezza non si cancella»

Nella lettera diffusa dal Comitato spontaneo per il ponte di Piaggiogna, il manufatto viene definito «non semplicemente un vecchio manufatto in pietra, ma il simbolo identitario più profondo, romantico e suggestivo di tutta la nostra valle». Il timore riguarda soprattutto l’assenza, al momento, di informazioni chiare sul progetto definitivo. Ne parlano su EventiValsesia.

Secondo il comitato, proprio questa incertezza alimenta la paura che il ponte possa essere modificato in modo radicale. «Non possiamo e non dobbiamo rinunciare a una simile eccellenza, a tanta bellezza incontaminata», scrivono i promotori, richiamando anche l’esempio di Rassa, dove il ponte in pietra è diventato un’icona turistica.

La richiesta: restauro, pulizia e consolidamento

La posizione del comitato è chiara: il ponte di Piaggiogna deve rimanere esclusivamente pedonale. Gli aderenti chiedono interventi di restauro rispettosi della struttura originaria, insieme a opere di pulizia e consolidamento per proteggerlo nel tempo, anche dalle piene del torrente.

«Il ponte non va stravolto, va solo amato e protetto», spiegano i rappresentanti del comitato. E ancora: «Ha solo bisogno di essere ripulito dalle erbacce che lo soffocano, curato nel tempo ed eventualmente consolidato per resistere alle piene del fiume, ma preservando millimetro per millimetro la sua forma originaria».

Il dibattito corre anche sui social

La nascita del comitato ha acceso il confronto anche sui social, dove non mancano posizioni diverse. C’è chi sostiene l’iniziativa e scrive: «Il ponte deve rimanere pedonale» e chi ribadisce la necessità di un intervento che non ne comprometta «la struttura portante e la forma originaria».

Altri interventi, invece, invitano a non creare allarmismi. Un commento contrario alla mobilitazione afferma: «Non vedo cosa ci sia da salvare. Il ponte non è in pericolo». Un’altra voce sottolinea il diritto della frazione di Palancato a essere servita meglio: «Niente e nessuno vorrebbe rovinare un ponte, ma bensì ristrutturare».

Un confronto pubblico sul futuro della valle

Tra le osservazioni emerse, viene ricordato anche il ruolo della Soprintendenza, che secondo un commento avrebbe già espresso un parere negativo su un precedente progetto, giudicato troppo invasivo. «Ora è in elaborazione un nuovo progetto e proprio perché non sappiamo quale sia il progetto in elaborazione siamo preoccupati», si legge.

Il comitato chiede che il confronto sia pubblico e trasparente, con un obiettivo dichiarato: evitare che un simbolo della Val Sermenza venga snaturato.

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