AttualitàVarallo e alta Valsesia
Pietrasanta risponde ai sindaci “ribelli”: «Dividersi significa indebolire il territorio»
Il presidente replica alle critiche di dieci amministratori, difende la gestione dell’ente e annuncia un confronto sulle questioni sollevate.
La risposta di Pietrasanta alla lettera dei dieci sindaci
Francesco Pietrasanta, presidente dell’Unione montana Valsesia, risponde alla lettera firmata da dieci sindaci della valle. Al centro del confronto ci sono la gestione dell’ente, la partecipazione degli amministratori, i progetti per il territorio e alcune questioni legate ai servizi. Pietrasanta annuncia un incontro per chiarire i punti di contrasto.
Il presidente affronta le critiche con una lettera inviata al nostro giornale, nella quale ribadisce la disponibilità al dialogo ma mette anche in guardia dai rischi delle divisioni. «Alimentare dibattiti e distanze sulle pagine dei giornali locali, tuttavia, rischia di trasformarsi in un errore politico che allontana i cittadini dalle istituzioni, anziché avvicinarli». E assicura che le questioni sollevate saranno affrontate direttamente con gli amministratori.
«Se ci sono stati malumori, me ne assumo la responsabilità»
Pietrasanta riconosce la necessità di ascoltare le osservazioni arrivate dai colleghi e promette un confronto a breve. «In virtù del mio ruolo di Presidente, è mio dovere accogliere i segnali di disagio: prenderò subito in considerazione le questioni emerse e convocherò a breve un incontro dedicato». Il presidente sottolinea inoltre che gli uffici e l’amministrazione hanno sempre lavorato con professionalità e trasparenza.
Non manca un’assunzione di responsabilità personale: «Se ci sono state incomprensioni, fraintendimenti o passaggi che hanno generato malumori, me ne assumo personalmente la responsabilità». Pietrasanta ringrazia la squadra operativa per il lavoro svolto e passa quindi a rispondere nel merito delle contestazioni. Il prossimo appuntamento istituzionale è il Consiglio del 29 ottobre, durante il quale intende discutere le questioni sollevate.
Partecipazione e bilancio: i numeri rivendicati dal presidente
Uno dei primi temi affrontati riguarda la partecipazione dei sindaci alla vita dell’ente. Pietrasanta richiama i dati relativi ai 29 Consigli che ha presieduto dal 2021 a oggi, sostenendo che la presenza media degli amministratori o dei loro delegati è stata del 74 per cento degli aventi diritto. Una percentuale che il presidente giudica confortante e indicativa del coinvolgimento dei comuni nelle attività dell’Unione montana.
Sul fronte economico, Pietrasanta difende la gestione finanziaria degli ultimi anni. Secondo quanto riferisce, grazie alla programmazione e al recupero di somme, l’ente ha mantenuto una situazione di cassa costantemente positiva, evitando di ricorrere ad anticipazioni e azzerando i relativi interessi passivi. Il presidente parla quindi di una gestione prudente, che avrebbe consentito di preservare la solidità patrimoniale dell’Unione montana.
Fosmit, aree interne e servizi sociali: le precisazioni
Un altro capitolo riguarda i progetti finanziati attraverso il Fosmit e le iniziative per le aree interne. Pietrasanta afferma che gli interventi stanno seguendo il previsto percorso autorizzativo e attribuisce gli eventuali rallentamenti ai tempi di gestione della Regione e dello Stato, escludendo inadempienze da parte dell’Unione montana. Ribadisce inoltre che gli obiettivi restano il sostegno ai piccoli comuni e alle zone più periferiche della Valsesia.
Per quanto riguarda l’ambito sociale, il presidente assicura che l’ente sta lavorando per tutelare le persone più fragili e rafforzare la collaborazione con le realtà territoriali vicine. Al tempo stesso, richiama la necessità di salvaguardare l’autonomia e la capacità gestionale dell’Unione montana. Un equilibrio che Pietrasanta considera fondamentale per garantire continuità e autorevolezza all’azione amministrativa.
Il caso Cordar e il cambio ai vertici della società
Pietrasanta interviene anche sulla questione del servizio idrico, precisando che l’Unione montana non ha partecipazioni societarie in Cordar o Bcv Acque. Ricorda invece che il Comune di Quarona possiede circa il 12 per cento delle azioni di Cordar e quello di Varallo circa il 10 per cento. La sostituzione del consiglio di amministrazione della società, spiega, è stata decisa d’intesa con gli altri soci di maggioranza, dopo aver ascoltato quelli di minoranza.
Secondo Pietrasanta, l’operazione è stata motivata dalla necessità di imprimere un nuovo impulso alla gestione del servizio. Le criticità emerse in diversi comuni, sostiene, richiedevano un intervento per cambiare rotta e individuare soluzioni più efficaci. Il cambio del consiglio di amministrazione viene quindi rivendicato come una scelta necessaria per affrontare i problemi del settore idrico sul territorio.
L’appello finale: «Venite in Assemblea e discutiamone apertamente»
Nella parte conclusiva della lettera, Pietrasanta torna sul tema dell’unità tra gli amministratori. «Non ho mai voluto nascondere le difficoltà, né ho mai raccontato che il nostro percorso sia privo di ostacoli o divergenze». Il presidente sostiene però che la coesione della maggioranza dei sindaci abbia permesso di realizzare progetti strategici per la Valsesia e mette in guardia dalle conseguenze di ulteriori contrapposizioni.
Il messaggio ai colleghi è un invito a confrontarsi nelle sedi istituzionali, a partire da Villa Virginia a Varallo, sede dell’Unione montana. «Venite in Assemblea, portate le vostre ragioni e discutiamone apertamente, senza sconti ma con spirito collaborativo». Per Pietrasanta il confronto diretto deve prevalere sulle polemiche attraverso i giornali, nell’interesse dei cittadini e della credibilità delle istituzioni valsesiane.
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