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La Valsesia ricorda la maestra Margherita Guala Calzino

Aveva insegnato in varie scuole della zona, l’addio in Collegiata a Varallo. 

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La Valsesia ricorda la maestra Margherita Guala Calzino. Aveva insegnato in varie scuole della zona, l’addio in Collegiata a Varallo.

La Valsesia ricorda la maestra Margherita Guala Calzino

Il mondo della scuola valsesiana saluta con commozione Margherita Guala Calzino, storica maestra elementare, donna di profonda fede e figura educativa capace di lasciare un’impronta duratura nei suoi allievi. A ricordarla è Piera Mazzone, direttrice della biblioteca civica di Varallo ed ex alunna, che ne ripercorre la vita e l’eredità umana e professionale.

«Era nata a Varallo il 17 giugno 1939 – scrive Mazzone –. Rimasta presto orfana di madre, fu cresciuta dalla zia materna a Parone, per poi tornare a vivere con il padre. Proseguì gli studi fino al diploma di maestra elementare, iniziando a insegnare ad Arboerio e poi a Guardella, prima di altre sedi».

Nel 1967 il matrimonio con Enrico Calzino, rimellese, e il trasferimento prima a Borgosesia e poi a Varallo, nella casa di via Cesare Battisti, dove ha vissuto fino all’aggravarsi delle condizioni di salute.
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Il ricordo del parroco

Durante la messa funebre, celebrata nella Collegiata di San Gaudenzio a Varallo, don Roberto Collarini l’ha ricordata come «donna di grande fede e di forte capacità comunicativa, messa a frutto nell’insegnare, che significa “segnare dentro” il cuore degli allievi». Margherita Calzino ha voluto essere sepolta accanto al marito Enrico, nel cimitero di Rimella.

Il ricordo dell’ex alunna

Per Piera Mazzone non fu soltanto un’insegnante: «È stata la mia prima maestra elementare». Un ricordo vivido e affettuoso: «Arrivava a scuola a passo veloce, sempre con borse in mano, il rossetto rosso e l’ombretto azzurro. Quel trucco vistoso faceva parte del suo metodo: catturava l’attenzione dei bambini».

In classi plurime seppe insegnare non solo a leggere, scrivere e far di conto, ma anche a ragionare, valorizzando il territorio con passeggiate, esperienze dirette e attività pratiche. «Era una maestra “patriottica”, molto attenta all’educazione civica: cantavamo spesso e partecipavamo alle commemorazioni dei caduti».

L’ultimo saluto

A distanza di oltre cinquant’anni, il legame non si è mai interrotto: «Siamo sempre rimasti in contatto epistolare e conserviamo i suoi biglietti di auguri. Ci è stata vicina anche nei momenti difficili». Ora l’ultimo gesto di gratitudine: «Ci siamo riproposti di riunire i vecchi compagni di scuola e salire a Rimella per omaggiare la sua tomba».

Un saluto semplice ma carico di riconoscenza, per una maestra che ha davvero saputo “segnare dentro” la vita di tanti.

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