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In un libro la storia del prete-esorcista di Vintebbio

Don Rino Ferraro torna a rivivere nelle pagine di “L’antipapa, gli Ufo, il taumaturgo eretico”

Seguace di un antipapa, guaritore e veggente, don Rino Ferraro, parroco di Vintebbio dal 1956 al 1969 torna a rivivere nelle pagine di “L’antipapa, gli Ufo, il taumaturgo eretico”, il nuovo libro di Rosella Osta Sella che sarà pubblicato a breve.

Nei mesi scorsi la serravallese ha cercato di ricostruire l’identità di un personaggio che a Vintebbio e a Serravalle in molti conoscevano. «Tutto è cominciato quando un amico mi ha chiesto di scrivere un libro su don Ferraro, personaggio poliedrico che ha vissuto esperienze pazzesche – spiega l’autrice -. Io stessa ho conosciuto il sacerdote che era insegnante di religione alle medie oltre che parroco di Vintebbio».

Osta Sella ha cominciato il suo percorso da un manoscritto. «Sono partita con la lettura di un’opera di don Guido Galfione che tentava di ricostruire la vita del sacerdote vintebbiese. Il pamphlet si basava prettamente su ricordi, il mio lavoro è stato invece diverso: si è basato su testimonianze scritte e orali tramite le quali sono emersi aspetti particolari».

Don Ferraro cominciò la sua carriera nella frazione serravallese oltre sessant’anni fa. «Fu monsignor Felice Bassignana, parroco di Serravalle, a proporre la nomina di punto di riferimento della parrocchia di Vintebbio a don Gaspare (Rino) Ferraro, nato ad Asigliano Vercellese nel 1923, che era già stato parroco di Masserano. Nel 1956 dunque Ferraro divenne la guida spirituale di Vintebbio. Abbracciò la dottrina della “Chiesa del Cristo Rinnovata”, fondata dall’antipapa francese Clemente XV (al secolo Michel Collin) con il quale partì nel 1969 – prosegue la scrittrice -. Il sacerdote di Vintebbio fu nominato cardinale nello stesso giorno in cui fu costretto ad abbandonare la sua parrocchia perché sospeso dall’arcivescovo di Vercelli».

Il sacerdote è ricordato da molti per le pratiche che era solito esercitare in alcune particolari occasioni. «Don Rino faceva esorcismi – prosegue Osta Sella – era un guaritore, sosteneva inoltre di parlare con la Madonna alla quale era molto devoto. Sicuramente conobbe molti personaggi influenti e altri guaritori, come la miracolata di Craveggia, durante i pellegrinaggi a Lourdes, a Fatima ma anche da Padre Pio».

La storia di don Rino si intreccia con altre vicende. «In questo volume si tenta di ricostruire anche le travagliate vicende dell’antipapa – riferisce l’autrice – che intratteneva rapporti di fratellanza con Ashtar Sheran, capo della flotta intergalattica. Il più grande difetto di don Rino fu proprio seguire un antipapa tradizionalista e millenarista, molto conosciuto all’estero, che sosteneva di parlare con gli extraterrestri, e che aspettava la fine del mondo. L’antipapa morì prima del giudizio universale, ma il parroco di Vintebbio, pur aspettandolo in Svizzera con i suoi seguaci, alcuni dei quali molto blasonati, non lo vide mai arrivare. Arrivò invece la sua fine, nel 1978, con risvolti degni di un film dell’orrore».

Il volume si basa su testimonianze scritte e orali. «Ho avuto modo di confrontarmi con persone che hanno conosciuto bene don Rino e me ne hanno parlato – conclude la serravallese -. Ho inoltre raccolto articoli di giornali che parlavano di questo personaggio ed è proprio tramite queste fonti che sono riuscita a definire alcuni punti particolari della vita del sacerdote».

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