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Luigi Dimino ora dà voce alle piante

Il musicista valsesiano estrae la melodia dalla linfa di querce, ciclamini e peperoncini

Non smette mai di stupire il musicista valsesiano Luigi Dimino: dopo aver suonato il suo sax nelle condizioni più disparate, lanciato a 160 chilometri orari a oltre mille metri dal suolo ad esempio, il sassofonista

del “Duo distratto” torna con i piedi per terra, è proprio il caso di dirlo, per interpretare la melodia delle piante. Dimino traduce il movimento della linfa che scorre nei vegetali. E così dalla quercia arrivano suoni «molto gravi e lunghi», dice Dimino, mentre il peperoncino, manco a dirlo, «ha suoni veloci e ravvicinati, frizzanti». Sorprende invece il ciclamino che ha «suoni lenti e profondi, simili a quelli della quercia».

L’idea di “dare voce” alle piante è nata dalla passione per la natura del musicista. «Ho sempre pensato – dice – che le piante comunicassero. Del resto sono trent’anni che si studia la capacità comunicativa nel regno vegetale. Così ho iniziato a documentarmi e a prendere spunti da diversi esperimenti». Dimino, in particolare, trova una sponda per la sua ricerca nella comunità esoterica di Damanhur, in Val Chiusella. «Grazie a Damanhur e alle persone che hanno avviato studi elettrotecnici-informatici, ho scoperto i generatori di impulsi, già in uso tra chi sperimenta in questo ambito». Per sentire una pianta insomma non basta avvicinare l’orecchio: «Occorre posizionale due cavi, uno vicino alla radice e l’altro appoggiato ad una foglia. Il movimento linfatico viene trasmesso attraverso impulsi; un altro apparecchio lo trasforma in dati che a loro volta vengono elaborati in suoni da un expander. Col mio sax midi, di cui sono uno dei pochi possessori, riesco a creare una melodia in simbiosi con quella della pianta. Non si tratta però né di musica elettronica né di musicoterapia». Per chi fosse curioso di ascoltare una quercia deve andare sul profilo Facebook di Dimino e far partire il video “Music of the plants”.

Dimino, che ora vive sul lago di Viverone, ha fatto esperimenti anche nei boschi valsesiani. «Mi piacerebbe portare questo progetto nelle scuole – dice -, invitando i bambini in un bosco. Sarò l’uomo-pianta e racconterò ai piccoli il bosco nelle varie stagioni, spiegando che va conservato e protetto. Anche un fazzolettino di carta è inquinante. Poi in cerchio intorno ad una quercia, farei sentir sentir loro il suono della pianta. Se qualche scuola fosse interessata può contattarmi». Il musicista pensa di incidere un cd e di realizzare video che posterà su Fb e You tube, «magari facendo ascoltare una pianta diversa al giorno. Il tutto come sempre grazie alla regia di Achille Zanino».

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