CronacaSessera, Trivero, Mosso
Arrestato a Valdilana, ora va in carcere: il Perù chiede la sua estradizione
Un 64enne viveva a Crevacuore e lavorava come badante a Pray. È accusato di una violenza sessuale avvenuta nel 2021.
Si sono aperte le porte del carcere per un 64enne di origini peruviane arrestato recentemente a Valdilana dalla Guardia di finanza. La Corte d’Appello di Torino ha convalidato la richiesta di estradizione presentata dalle autorità del Perù, dove l’uomo è gravemente indiziato per una violenza sessuale che sarebbe avvenuta all’inizio del 2021.
Dal 2022 il sessantaquattrenne viveva in Valsessera, nel territorio di Crevacuore, e lavorava regolarmente come badante nell’abitazione di un anziano residente a Pray. Una vita apparentemente tranquilla, interrotta quando i militari della Guardia di finanza lo hanno rintracciato e fermato mentre si trovava alla guida della propria automobile nel territorio di Valdilana.
La Red Notice emessa dall’Interpol
L’operazione è stata avviata dopo una “Red Notice” diramata il 3 agosto dal segretariato generale dell’Interpol di Lione. Pochi giorni prima, il 30 luglio, lo Juzgado Penal Transitorio Especializado en Violencia Contra las Mujeres di Lima Este aveva emesso nei confronti del 64enne un’ordinanza di custodia cautelare.
Secondo l’accusa formulata dalle autorità peruviane, il 17 gennaio 2021 l’uomo avrebbe bloccato con la forza e violentato una donna all’interno della struttura ricettiva “Rosabella”, nel distretto di Santa Anita. Si tratta di contestazioni ancora da accertare in sede giudiziaria. Per i fatti che gli vengono attribuiti, l’uomo rischia in Perù una condanna fino a vent’anni di reclusione.
Rintracciato mentre era in auto a Valdilana
Dopo averlo individuato nel Biellese, la Guardia di finanza ha eseguito l’arresto una volta ottenuta la conferma della validità del mandato internazionale da parte del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Il sessantaquattrenne è stato quindi messo a disposizione dell’autorità giudiziaria italiana in vista della procedura di estradizione.
L’intervento rientra nell’ambito di “El Paccto 2.0”, programma europeo dedicato al contrasto della criminalità organizzata transnazionale e basato sulla collaborazione tra l’Unione europea e dodici Paesi dell’America Latina. La vicenda è quindi passata all’esame dei giudici torinesi, chiamati a pronunciarsi sulla richiesta arrivata dal Perù.
Ha acconsentito al rientro nel suo Paese
Assistito dall’avvocato Sergio Gronda del foro di Biella, il 64enne si è presentato davanti alla Corte d’Appello di Torino e ha acconsentito al ritorno in Perù. Ai giudici avrebbe spiegato di avere già avuto, nel mese di giugno, un’interlocuzione in videoconferenza con un magistrato peruviano.
Il 64enne ha manifestato l’intenzione di chiarire direttamente davanti ai tribunali del proprio Paese la posizione giudiziaria che lo riguarda. Con la convalida della richiesta di estradizione, la procedura entra ora nella fase successiva, mentre resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.
Foto d’archivio
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

