AttualitàVarallo e alta Valsesia
Giudice di pace di Varallo, l’appello di un avvocato: «Non permettete che chiuda»
Un legale di Borgosesia interviene sulla prevista chiusura dal gennaio 2027 e chiede maggiore collaborazione tra Comuni ed enti del territorio.
Un avvocato di Borgosesia, Pietro Mandia, interviene con una lettera aperta sulla prevista chiusura dell’Ufficio del giudice di pace di Varallo, annunciata a partire dall’1 gennaio 2027, e lancia un appello agli enti locali della Valsesia. Al centro della riflessione c’è la necessità di salvaguardare un servizio giudiziario di prossimità, ritenuto importante per cittadini, professionisti e imprese del territorio.
«A seguito delle notizie apparse sui quotidiani locali negli ultimi mesi – scrive il legale – ho ritenuto opportuno sensibilizzare i cittadini di Borgosesia e, più in generale, quelli della Valsesia». Secondo l’avvocato, la gestione della vicenda avrebbe evidenziato una scarsa cooperazione territoriale, con il rischio concreto di perdere un presidio giudiziario locale.
«Un servizio fondamentale per la Valsesia»
Nella sua riflessione il professionista sottolinea l’utilità dell’Ufficio del giudice di pace di Varallo per la gestione delle controversie civili e dei procedimenti penali di competenza. La presenza dell’ufficio consente di evitare molti spostamenti verso Vercelli e, secondo il legale, contribuisce anche ad alleggerire il carico dell’analoga struttura presente nel capoluogo.
L’avvocato richiama inoltre la posizione espressa dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Vercelli, Roberto Rossi, e descrive l’ufficio varallese come «un esempio di efficienza, professionalità e organizzazione». Vengono evidenziati i tempi contenuti nella gestione delle pratiche e nella trasmissione degli atti agli uffici competenti.
l’avvocato Pietro Mandia
Oltre 280 procedimenti nel 2025
Il legale contesta anche la definizione di «ufficio fantasma» utilizzata, secondo quanto riferisce, da alcuni rappresentanti degli enti locali. «Nel 2025 – afferma – sono state iscritte a ruolo generale oltre 280 controversie giudiziarie», un dato che a suo giudizio dimostrerebbe la rilevanza dell’attività svolta dalla sede di Varallo.
La riflessione richiama poi il comunicato diffuso il 13 luglio 2026 dal sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, nel quale era stata annunciata la cessazione dell’attività dal 1° gennaio 2027, salvo eventuali differenti tempistiche concordate con il Ministero della giustizia. Il nodo principale resta quello dei costi di gestione, sostenuti per anni attraverso una convenzione tra i Comuni.
Il problema dei contributi dei Comuni
Secondo i dati richiamati nella lettera, nell’arco di dieci anni il Comune di Varallo avrebbe sostenuto oltre 670mila euro di spese, mentre circa 393mila euro sarebbero stati coperti dagli altri Comuni valsesiani. L’avvocato sostiene che la difficoltà nel garantire nuovi contributi abbia messo a rischio la continuità del servizio e critica la mancanza di un fronte comune.
Sempre secondo quanto ricostruito dal professionista, avrebbero manifestato la disponibilità a proseguire il sostegno Alta Sermenza, Boccioleto, Campertogno, Carcoforo, Crevacuore, Mollia, Piode, Rossa e Serravalle Sesia. A questi contributi si aggiungerebbero quelli dell’Unione montana e dell’Ordine degli avvocati di Vercelli, rispettivamente per 5mila e 2mila euro.
Le critiche rivolte a Borgosesia
Particolarmente critica è la posizione espressa sul Comune di Borgosesia. Il legale ricorda che il Comune più popoloso della Valsesia contribuiva in passato con circa 30mila euro alle spese di gestione. A suo giudizio, il venir meno di questo sostegno rappresenta un segnale negativo rispetto alla capacità del territorio di collaborare per mantenere il servizio.
Si tratta, precisa la lettera, di una valutazione personale del professionista, che considera la giustizia un servizio essenziale per la collettività. La chiusura dell’ufficio avrebbe conseguenze pratiche soprattutto per i cittadini, costretti in futuro a recarsi a Vercelli per procedimenti che fino a oggi possono essere trattati a Varallo.
«Serve una soluzione condivisa»
L’auspicio conclusivo è che nei prossimi mesi possa aprirsi un confronto tra Comuni, enti locali e Ordine degli avvocati di Vercelli. «Spero che si possa cooperare insieme – scrive – per trovare una soluzione capace di coprire gli oneri di gestione e impedire la chiusura dell’attività giudiziaria dal gennaio 2027».
«Come cittadino di Borgosesia prima ancora che come avvocato – conclude – auspico che la Valsesia possa conservare il proprio ufficio giudiziario». L’appello è dunque rivolto all’intero territorio, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione prima della scadenza indicata per la cessazione del servizio.
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