AttualitàNovarese
Studenti costretti a stare in classe anche nell’intervallo: protesta il “Casorati”
A Romagnano assemblea davanti alla scuola: contestate le nuove regole che impongono di non uscire dall’aula.
Gli studenti del liceo artistico “Casorati” di Romagnano hanno protestato ieri, lunedì 12 ottobre, contro le nuove modalità previste per l’intervallo. Intorno alle 8.30, una volta arrivati tutti i ragazzi, alcuni rappresentanti del consiglio hanno spiegato le ragioni dello sciopero, ricordando i tentativi già fatti per discutere il problema con la dirigente scolastica.
Il confronto con la presidenza, secondo quanto riferito dagli studenti, non avrebbe però portato a una modifica delle disposizioni. Da qui la decisione di manifestare. Al centro della protesta c’è soprattutto la possibilità di socializzare, limitata dalle regole introdotte quest’anno per le pause durante le sei ore quotidiane di lezione. In contemporanea, la protesta era prevista anche nella sede centrale di Novara.
«Prima potevamo incontrare gli altri»
Durante la mattinata sono intervenuti anche alcuni studenti delle classi quinte, che hanno raccontato come funzionava l’intervallo negli anni precedenti. I ragazzi potevano lasciare la propria aula, raggiungere i compagni delle altre classi e andare ai distributori automatici. La pausa diventava così anche un momento di incontro, oltre che l’occasione per mangiare qualcosa.
Con le nuove disposizioni, invece, gli studenti devono rimanere prevalentemente nella propria classe e possono uscire soltanto in numero limitato. Per i ragazzi la differenza rispetto al passato è sostanziale: non contestano soltanto una questione organizzativa, ma la perdita di uno dei pochi momenti della giornata scolastica dedicati alle relazioni tra compagni.
Anche il caffè diventa un’operazione organizzata
Tra gli aspetti più contestati c’è la gestione dei distributori automatici. Secondo quanto raccontato durante la protesta, qualcuno deve raccogliere già dall’inizio della mattinata gli ordini dei compagni. Il denaro viene raccolto in anticipo all’interno della classe, anche perché le macchinette non sempre permettono di avere il resto.
Durante l’intervallo soltanto pochi studenti possono quindi uscire per acquistare quanto richiesto e riportarlo ai compagni. Nello stesso tempo devono essere gestite anche le uscite per i servizi igienici. Tutto deve avvenire nei pochi minuti della pausa, situazione che secondo gli studenti rende ancora più rigide le nuove modalità.
La richiesta: meno vincoli durante la pausa
Il messaggio della manifestazione era sintetizzato anche dallo striscione esposto all’ingresso della scuola. I ragazzi chiedono maggiore libertà durante l’intervallo e soprattutto rivendicano quello che definiscono un diritto alla socialità, potendo parlare, incontrarsi e muoversi tra gli spazi dell’istituto senza restare confinati nelle singole aule.
La protesta era stata annunciata nei giorni precedenti e nasce proprio dal mancato accordo sulle nuove regole. Gli studenti chiedono ora che la questione venga nuovamente affrontata. L’obiettivo è trovare modalità meno restrittive, che garantiscano l’organizzazione della scuola senza cancellare quel momento di libertà e relazione che per molti rappresenta una parte importante della giornata.
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