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Addio querce storiche. A Cavallirio si scatena il caos sulla pulizia sentieri

Il sindaco: «Interpretazione sbagliata. La nostra intenzione va in direzione contraria: tutelare anzitutto l'incolumità e la salute pubblica, ma anche il territorio».

Addio querce storiche

Addio querce storiche: un’ordinanza del comune di Cavallirio relativa alla pulizia delle zone vicine a strade e sentieri fa discutere.

Addio querce storiche, l’ordinanza

Fa ancora discutere l’ordinanza del comune di Cavallirio relativa alla pulizia dei cigli delle strade, fino al Tar e al Parlamento. Sul provvedimento interviene con una lettera Alessandro Manini, originario del centro delle colline novaresi, che ha ravvisato nel documento comunale un pericolo per le piante che si trovano ai margini dei sentieri che attraversano i boschi del paese.

«Abbattimento indiscriminato»

«Il Comune di Cavallirio ha ordinato l’abbattimento indiscriminato di tutte le piante anche a lato dei sentieri boschivi e collinari – si legge nella missiva di Manini agli organi di stampa – Con la motivazione di garantire la sicurezza stradale ai veicoli sulle strade provinciale e comunali asfaltate, l’ordinanza va invece poi ad applicarsi anche alle strade di campagna, le cosiddette vicinali, che sono Sentieri Cai, percorsi di trekking non asfaltati e tratturi collinari sassosi per l’escursionismo, creando un’ incoerenza assurda ed incomprensibile. Inoltre si andrebbero a violare innumerevoli vincoli paesistici e di ordine storico, morale e culturale, essendo queste le strade della memoria della resistenza partigiana, di cui le antiche querce sono i testimoni viventi e abbatterle è quindi inammissibile».

«Interpretazione sbagliata»

Di diverso parere è il sindaco cavallirese Vito D’Aguanno, il quale si dice molto sorpreso per la posizione assunta dall’estensore della missiva: «Non riesco a capire come sia stato possibile interpretare in questo modo la nostra ordinanza – afferma infatti il primo cittadino –. La nostra intenzione va in direzione esattamente contraria a quanto sostiene Manini, ed è quella di tutelare anzitutto l’incolumità e la salute pubblica, ma anche il territorio, attraverso l’impegno dei proprietari di terreni confinanti con le strade, si devono adoperare per evitare pericoli per la carreggiata. Durante l’alluvione dei primi giorni di ottobre, per fare un esempio, anche nel nostro Comune è stato necessario rimuovere piante abbattute o rese pericolanti dal maltempo. Non ci sono stati danni a cose o persone, ma da questi episodi si capisce l’importanza di tenere in sicurezza i bordi delle strade».

Alberi di pregio

Oltre al principale aspetto della sicurezza, D’Aguanno sottolinea poi che, tra le disposizioni dell’ordinanza, non è assolutamente compreso l’abbattimento di alberi di pregio o secolari che possano incontrarsi sui sentieri. «Le strade sterrate a cui si fa riferimento sono vie che portano ai cascinali, i tratturi, i tagliafuoco, ma in ogni caso vorrei precisare che, lungo i nostri sentieri, non vi sono alberi secolari così come li intende Manini. Certamente vi saranno delle essenze pregiate, che peraltro nessuno vuole abbattere, ma bisogna considerare anche il fatto che fino a meno di un secolo fa, quelli che oggi sono i nostri boschi erano tutti vigneti».

I sentieri

Manini fa riferimento anche al fatto che, nel 2016, lo stesso sindaco aveva patrocinato con molti enti un sistema di marcatura dei sentieri di pregio, compreso nel sistema “Sentiero Novara” e del “nordic walking” dell’ATL di Novara, la quale definisce il territorio di Cavallirio «un ambiente naturale di rara bellezza, caratterizzato da boschi di alto fusto e da vigneti».
Anche in questo caso, il primo cittadino è sconcertato: «Questa è l’esatta dimostrazione – afferma – di quanto teniamo al mantenimento e alla promozione del nostro territorio. Però ci sono normative che obbligano alla corretta manutenzione delle strade. Non vedo da dove possa nascere l’abuso o un danno da quell’ordinanza. Chiariremo tutto nelle sedi apposite e smonteremo questo castello costruito su non so cosa».

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2 Commenti

  • Libero Del Verde ha detto:

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    Tel disi mi Vito, è semplice ricerca di visibilità da parte del fantomatico “cavallirese” che per alimentare ‘sta pseudo polemica tira in ballo pure i partigiani (mancano animalisti e vegani e facciamo bingo).
    Tira avanti coi tuoi lavori (utili e necessari), che di acculturati perdi giorno ne abbiamo già a sufficienza in riva al Tevere.

  • Laura ha detto:

    Mio caro signore si informi, ieri il TAR ha emesso una sospensione cautelativa dell’ordinanza. Questo vorrà ben significare qualcosa!

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